Pensioni, 4.580 docenti e Ata a rischio. Il punto

Miur e Inps buttano benzina sul fuoco. Il presidente dell'Anief elenca le cose da fare per evitare il peggio

(Teleborsa) – Non c’è nessuna emergenza e nessun allarme in materia di pensionamento degli insegnanti e del personale della scuola, assicurano il Miur e l’INPS riferendosi ai 4.580 docenti e Ata della scuola che a poco più di un mese dal loro pensionamento rischiano di dover lavorare un anno in più per colpa di una macchina amministrativa lenta.

“Dall’amministrazione dobbiamo aspettarci che si trattino in modo repentino e correttamente le certificazioni e le pratiche mancanti – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – Inoltre, è bene che l’INPS si adoperi per rendere i contributi figurativi mai versati e programmare davvero un sistema più vicino all’Europa, dove si va in pensione a 63 anni e non a 67 anni come accadrà da noi dal prossimo 1° gennaio”.

“Inoltre – ha aggiunto Pacifico – visto che lo stesso Ministero dell’Istruzione ha ammesso che il prossimo anno potrà solo andare peggio, è bene che sin d’ora l’INPS aggiorni il suo sistema d’archivio, valutando il servizio svolto per 365 giorni e non 360, come avviene oggi creando sgradevoli situazioni di incertezza e di pericolo di rinvio della data di pensionamento. Dallo stesso INPS è bene che si intraprenda un atteggiamento collaborativo e tecnicamente all’altezza. Senza intraprendere gratuite lotte contro Quota 100 e Quota 41, perché dalla previdenza sociale i cittadini si aspettano che si metta in atto un servizio e non invettive che sfociano nella politica – conclude il sindacalista”.

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