Partite Iva, quali sono i vantaggi del regime agevolato

Qual è il regime fiscale più conveniente e quali sono i vantaggi per le partite Iva

Tra le agevolazioni fiscali a disposizione dei contribuenti italiani, artigiani, piccoli commercianti e professionisti possono usufruire del regime forfettario agevolato introdotto con la Legge di Stabilità 2015 e destinato agli operatori economici di ridotte dimensioni. Un regime “naturale” cui i contribuenti accedono senza dover fare alcuna comunicazione che prevede rilevanti semplificazioni ai fini IVA e ai fini contabili nonché l’applicazione di un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste.

In pratica permette ad autonomi e free lance, entro certe fasce di fatturato, di pagare un’unica imposta sostitutiva del 15% contro il 23%-27% di una partita Iva “normale”. Percentuale che fa del regime forfettario un incentivo molto conveniente per artigiani, piccoli commercianti e professionisti schiacciati da sempre da una pressione fiscale elevata.

VANTAGGI – Una volta determinato il reddito imponibile, il contribuente forfettario è tenuto ad applicare un’imposta pari al 15% sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap. Per favorire la nascita di nuove iniziative economiche, inoltre, l’ultima Legge di Stabilità ha stabilito che a decorrere dal 2016 il reddito sia assoggettato ad un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività. Altro vantaggio del nuovo regime dei minimi è il fatto che non preveda una scadenza legata ad un numero di anni di attività o al raggiungimento di una particolare età anagrafica.

Possono accedervi soggetti già in attività e/o che iniziano un’attività di impresa, arte o professione in possesso di determinati requisiti:

  • abbiano conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a determinati limiti diversificati in base al codice Ateco che contraddistingue l’attività esercitata;
  • abbiano sostenuto spese complessive per lavoratori dipendenti, parasubordinati e associati in partecipazioni con solo apporto di lavoro, non superiori a 5mila euro lordi;
  • abbiano sostenuto spese per stock di beni strumentali di ammontare complessivo non superiore a 20mila euro.

A cura di Adnkronos

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