Partita iva: tutto ciò che è necessario sapere

Aprire la partita iva è semplice e veloce, ma bisogna informarsi bene per non correre il rischio di trovarsi in situazioni spiacevoli

Il lavoro autonomo è senza dubbio sinonimo di indipendenza e flessibilità, tuttavia negli ultimi anni aprire la partita iva è stato anche sintomo di precariato, sfruttamento del lavoro e tasse altissime.

Tanti giovani sono stati costretti ad aprire la partita iva, il che è stato favorito anche dai regimi fiscali agevolati che i vari governi hanno presentato negli anni, come è stato il vecchio regime dei minimi, ultimamente trasformato nel regime forfettario.

Avere una partita iva comporta una serie di adempimenti che riducono di molto il reddito guadagnato. In primis c’è il versamento dell’iva incassata, ci sono poi le tasse e ultimi, ma spesso gravosi, i contributi da versare. Semplicisticamente si può dire che una partita iva trattiene soltanto circa la metà dei soldi che guadagna.

Apriere la partita iva è piuttosto semplice, può farlo un qualsiasi commercialista o ci si può registrare sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’apertura della partita iva è assolutamente gratuita. A quel punto bisogna scegliere in che regime fiscale lavorare. Il regime forfettario dal 2016 prevede un’imposta unica sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, che diventa poi del 15% dal sesto anno, l’imposta contributiva resta invece al 27,72% per chi è iscritto alla Gestione Separata e sale invece al 24% per chi è iscritto ad altre forme di previdenza.

Nel regime ordinario invece si è soggetti ad emettere fatture con iva che ovviamente va riversata allo Stato, inoltre si è soggetti a tassazione irpef, irap, e alle addizionali regionali e comunali, oltre che alle imposte contributive.

Scegliere di lavorare con partita iva ha sicuramente dei vantaggi in termini di organizzazione del proprio lavoro, si è autonomi e dunque liberi di scegliere come organizzare la propria giornata lavorativa. Sicuramente si è liberi di organizzare il proprio lavoro in base ai guadagni e quindi scegliere, se lo si vuole, di lavorare di più e aumentare i propri introiti. Tuttavia il libero professionista è vincolato al proprio lavoro, nel senso che non ha tutele in caso di malattia, non ha ferie, non ha permessi, non ha congedi di nessun tipo. Anche se il governo sta pensando a forme di tutela per gli autonomi in relazione ai lunghi periodi di malattia o maternità.

Immagini: Depositphotos

Leggi anche:
Lavoro: mettersi in proprio superando il terrore di non farcela
Lavoro: 5 domande da farsi prima di mettersi in proprio
Come avviare un e-Commerce: regole, costi e burocrazia

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Partita iva: tutto ciò che è necessario sapere