Part time pensione: requisiti e modalità di richiesta INPS

Il decreto sul part time pensione è stato approvato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti: ecco chi ne usufruisce, come richiederlo e cosa si ottiene

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha apposto la propria firma sul decreto riguardante il part time pensione, ufficializzando quanto previsto dalla Legge di Stabilità del 2016. Questa nuova possibilità coinvolgerà tutti i lavoratori del settore privato che sono vicini al pensionamento e darà loro l’opportunità di usufruire di particolari agevolazioni. Per part time pensione si intende un meccanismo che fa sì che coloro i quali si trovano negli ultimi 3 anni di lavoro possano ridurre le ore del 40-60% rispetto a quelle previste nel contratto indeterminato a tempo pieno.

I requisiti necessari per ottenere il part time in uscita riguardano innanzitutto i dati anagrafici, in quanto l’età minima per la richiesta sono di 63 anni e 7 mesi per gli uomini e di 62 anni per le donne (sarà possibile maturare tale requisito entro il 31 dicembre 2018). Un altro fattore fondamentale per richiedere l’agevolazione è l’aver maturato almeno 20 anni di contributi. Una volta verificati i requisiti, la domanda dovrà essere presentata in via telematica all’ INPS oppure rivolgendosi ad un ufficio Caf. Verrà rilasciata, dunque, una certificazione che dovrà essere consegnata al datore di lavoro così da poter sottoscrivere un nuovo contratto a tempo parziale.

Qui verranno indicati in particolar modo la riduzione dell’orario di lavoro e la durata, la quale può variare in base alla tempistica che intercorre tra la data di accesso al part time pensione e la maturazione dei requisiti. Nel giro di 5 giorni dalla stipula del contratto verrà rilasciato il nulla osta da parte della Direzione territoriale del lavoro e successivamente l’autorizzazione finale da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Nel momento in cui maturano i requisiti, il contratto comincerà a produrre i suoi effetti.

Tra questi sarà previsto il rilascio in busta paga di una somma esentasse corrispondente alla quota dei contributi che sarebbero stati versati dall’azienda in caso di lavoro full-time. In questo modo, il lavoratore che usufruisce del part time in uscita non riceverà alcun tipo di penalizzazione percependo l’intero importo della pensione. Verrà, dunque, riconosciuta una contribuzione figurativa per delle prestazioni non effettivamente eseguite. Per finanziare tale meccanismo sono stati stanziati 60 milioni di euro per il 2016 e il 2018, mentre per il 2017 i fondi sono pari a 120 milioni.

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