Parità retributiva lontana nel settore privato: l’indagine

Secondo l'ultimo Osservatorio dell'INPS le donne risultano pagate il 31,2% in meno rispetto ai colleghi uomini

La parità di genere è ancora molto lontana: gli uomini continuano a guadagnare di gran lunga più delle donne. E’ quanto emerge dall’Osservatorio INPS sui dipendenti del settore privato, dove si analizzano le varie posizioni, compresi i lavori intermittenti (“a chiamata”) ed in somministrazione (tramite agenzie lavoro). Dati che arrivano all’indomani della Giornata europea della parità contributiva.

Retribuzioni donne inferiori del 31%

L’Osservatorio mostra che, fra i lavoratori dipendenti del settore privato, la retribuzione media nel 2020 è stata pari a 20.658 euro con una media di 223 giornate retribuite.

Lo stipendio aumenta al crescere dell’età fino alla classe 55–59 ed è costantemente più alto per gli uomini, che percepiscono in media 23.859 euro, contro i 16.285 euro percepiti dalle donne. Ne deriva che  le donne in media hanno avuto retribuzioni del 31,2% inferiori a quelle degli uomini anche se il dato risente anche del numero di giornate retribuite, più basso per le donne.

A livello territoriale le retribuzioni medie nel 2020 presentano valori più elevati nelle due ripartizioni del Nord: rispettivamente 24.533 euro nel Nord-ovest e 21.942 nel Nord-est, con un forte divario rispetto alle ripartizioni del Mezzogiorno, contrassegnate anche da valori più bassi di numero medio di giornate retribuite nell’anno.

Per i lavori “a chiamata” la retribuzione media annua è stata pari a 1.869 euro, ma aumenta all’aumentare dell’età, con la classe 60-64 anni che è arrivata a percepire in media 2.795 euro.

Per i lavori in somministrazione la retribuzione media annua è risultata di  9.252 euro , costantemente più alta per gli uomini (10.338 euro) che per le donne (7.691 euro). La classe di età con retribuzione media più alta per le donne è quella dai 30 ai 34 anni con 8.799 euro, mentre per gli uomini è quella dai 40 ai 44 anni con 11.212 euro.

Parità contributiva ancora lontana in UE

Il 10 novembre è stata la Giornata europea per la parità retributiva delle donne, che viene riconosciuta da 12 Paesi (non in Italia) e si propone come momento per riflettere sulla disparità salariale: per ogni euro guadagnato da un uomo la donna percepisce 96 centesimi.

“L’uguaglianza è uno dei valori fondamentali dell’UE ed è il fondamento dell’indipendenza e della libertà delle persone. Donne e uomini meritano parità di retribuzione, trattamento e opportunità”, hanno affermato inn occasione della ricorrenza Věra Jourová, vicepresidente pe Valori e Trasparenza, Nicolas Schmit, commissario per l’occupazione ed i diritti sociali, ed Helena Dalli, commissaria per l’uguaglianza.

Effetto pandemia sul lavoro privato

L’effetto della pandemia, pur con il blocco dei licenziamenti, si è fatto sentire nel settore privato, soprattutto sui lavoro “a chiamata” ed in somministrazione.

Nel 2020, infatti, i lavoratori dipendenti erano circa 15,5 milioni, con una differenza di -2,6% rispetto all’anno precedente. A livello qualitativo,  hanno sofferto soprattutto gli apprendisti con una diminuzione pari al 5,1%, e gli operai con una flessione del 3,3%. La pandemia non ha dunque avuto particolari impatti sui dipendenti del settore privato, anche per effetto delle misure predisposte dal governo come il blocco die licenziamenti e la CIG Covid (in aggiunta all’utilizzo generalizzato dello smart working>).

La riduzione si è fatta sentire invece sui lavoratori intermittenti, che sono diminuiti del 19% a 542.546 unità, e sui lavori in somministrazione, scesi del 9,9% a 736.032 unità.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Parità retributiva lontana nel settore privato: l’indagine