Calciatori-paperoni: con 11 milioni netti a stagione Ibra è il più pagato – Archiviata la stagione dell’austerity. Le squadre milanesi sono le più munifiche

Archiviata la stagione dell'austerity. Le squadre milanesi sono le più munifiche

La stagione dell’austerità loro non l’hanno mai conosciuta. Ibrahimovic, Kakà, Totti, Buffon sono calciatori multimilionari. L’attaccante svedese ha già vinto il suo Pallone d’oro personale, avendo strappato al patron Massimo Moratti un ingaggio di 11 milioni netti a stagione (l’anno scorso ne guadagnava 6) ed è in assoluto il calciatore più pagato del campionato italiano. Il Real Madrid si era invaghito perdutamente del campione dell’Inter, e grazie ad un regime fiscale, che consente una tassazione agevolata, aveva offerto ponti d’oro per assicurarsi le prestazioni di Ibra. È vero che mancano i petrodollari degli sceicchi e massicci investimenti delle Tv, ma gli assi italiani reggono ancora la concorrenza con i colleghi spagnoli o inglesi.

David Beckham guadagna all’anno circa 31 milioni di euro, anche se i maggiori introiti provengono dello Spice Boy provengono dal marketing e dagli sponsor e “solo” 4,2 dal contratto con la squadra di appartenenza
Dopo il sostanziale ritocco, Ibra ha staccato Ricardo Izecson dos Santos Leite (meglio conosciuto come Kakà), al secondo posto nella graduatoria dei calciatori-paperoni  a cui il Milan corrisponde lo stipendio annuale netto di 9 milioni di euro. Appena due milioni e mezzo in più di Ronaldinho, pur sempre due milioni in meno rispetto a quanto guadagnava al Barcellona. Tra gli italiani, i più pagati sono Gigi Buffon e FrancescoTotti entrambi a quota 5,5 milioni di euro.

Dall’analisi dei conti economici risulta che Inter e Milan sono in testa per quanto riguarda il monte ingaggi con 120 milioni lordi. Alle loro spalle c’è la Juventus con 115 milioni. La squadra più sparagnina è la Reggina con un monte salari di 11,4 milioni. Comunque il monte ingaggi complessivo della serie A 2008-2009 è lievitato di 100 milioni rispetto all’anno prima, toccando i 768,4 milioni. Si tratta della spesa massima sostenuta negli ultimi cinque anni. Cifre in linea con il trend dell’ultima campagna acquisti, in cui sono stati investiti ben 507,88 milioni. Se, in tempi di recessione, il termine di paragone è la mensilità di un operaio, è certo che il cliché dei ricchi e viziati per gli assi dello sport nazionalpopolare per antonomasia sarà assai duro a morire.  

 

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