Papa: lo sfruttamento del lavoro nero è peccato mortale

Il Pontefice: "Chi accumula ricchezze con sfruttamento, lavoro in nero, contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente"

“Chi accumula ricchezze con lo sfruttamento, il lavoro in nero, i contratti ingiusti, è una sanguisuga che rende schiava la gente”. Lo ha detto Papa Francesco nell’omelia della messa mattutina a Casa Santa Marta.

“Il sangue di chi è sfruttato nel lavoro è un grido di giustizia al Signore”, ha aggiunto il Pontefice. “Lo sfruttamento del lavoro, nuova schiavitù, è un peccato mortale“, ha ribadito.

TUTELARE SICUREZZA E DIGNITA’ SUL LAVORO– Non è la prima volta che Papa Francesco affronta il tema del lavoro. A Cagliari, nel suo secondo viaggio in Italia dopo l’elezione, incontrando i tanti disoccupati e cassa integrati Bergoglio condannò “il lavoro disumano, il lavoro schiavo, il lavoro senza la giusta sicurezza”, sottolineando che “non portare il pane a casa vuol dire non avere dignità”.
In occasione del 1° Maggio, Festa dei lavoratori, ha ribadito: “Il problema del lavoro è grave, per gli alti livelli di disoccupazione giovanile e perché, a volte, il lavoro stesso non è dignitoso”. Più volte Francesco ha denunciato che ci sono “milioni di uomini e donne e addirittura bambini schiavi del lavoro. Questo è contro Dio e contro la dignità della persona umana”.

Nei suoi moniti contro lo sfruttamento delle persone, il Papa ha sempre avuto una particolare attenzione per le donne “troppe volte licenziate perché incinte” e vittime di una “scandalosa disparità di retribuzione”.

Leggi anche:
Papa Francesco, oltre 750mila euro per i suoi oggetti contesi all’asta
Contro il caporalato nasce l’ufficio di collocamento per contadini
Precari, un esercito di lavoratori malpagati (con i voucher) e senza tutele

 

Papa: lo sfruttamento del lavoro nero è peccato mortale