La crisi economica morde l’occupazione. Realtà, prospettive e consigli

Intervista a Paolo Citterio, presidente dell'Associazione dei direttori del personale



Il mercato del lavoro permette, come pochi altri indicatori, di capire fino a che punto la crisi stia impattando l’economia reale.
Paolo Citterio, leader di Gidp, ci racconta cosa sta succedendo ai piani occupazionali delle aziende e offre preziosi consigli a chi sta cercando un impiego.

Cosa si agita nelle aziende, in questo periodo, ai vertici delle Risorse Umane?

Prendo in considerazione le ultime quattro settimane, quando tutti noi abbiamo scoperto quello che molti grandi finanzieri avevano già intuito prima di noi, mesi fa.
Lo scenario che percepiscono le imprese italiane e multinazionali operanti nel nostro paese è di una spasmodica e preoccupante attesa di qualche cosa di negativo che deve materializzarsi.
Molte persone pensano ai propri investimenti errati fatti con fondi esteri e non solo, altre temono per gli investimenti azionari che solo in questi ultimi mesi hanno viste decurtazioni medie del 40%… Tutto ciò ha veramente frenato i consumi dell’ultimo periodo e si riflette sugli investimenti anche occupazionali nel nostro paese. Colloquio quotidianamente con Direttori del personale o Amministratori delegati e sento grossi timori per la crisi che dovrebbe coinvolgere tutti i paesi europei. Molte aziende multinazionali americane hanno bloccato le assunzioni, alcune italiane che avevano budgettato assunzioni preferiscono rimandare le iniziative occupazionali al prossimo anno, in attesa di vederci chiaro, alcune cominciano ad esplorare ipotesi di Cassa integrazione, quantificando i costi aziendali e quelli sociali e altre, poche per la verità, circa un 20% di quelle interpellate, mantengono fede ai programmi di espansione.

In questo scenario, è possibile fare previsioni sul tasso di disoccupazione del nostro Paese? Se sì, in che termini?

Non sono un grande esperto in statistiche però sono vicino alle aziende, conosco molte Agenzie del lavoro che si lamentano della repentina discesa del fatturato e ritengo che per almeno un paio di trimestri le imprese, salvo poche eccezioni, non faranno inserimenti di personale di livello medio alto fatto salvo per coloro che sono nell’area commerciale ove la richiesta rimane sempre molto elevata. Penso anche che alcune assunzioni, se fatte, saranno gestite con contratti a tempo determinato, contratti a progetto, consulenze che possono dare alle nostre aziende una navigazione a vista in attesa che la Commissione di esperti che verrà ospitata da Bush porti a conclusioni e decisioni condivise dal mondo economico per bloccare la crisi che si sta avvicinando a grandi passi.

Guglielmo Epifani ha recentemente lanciato l’allarme: “la recessione porterà a un’inevitabile disoccupazione” e propone “un rifinanziamento e l’estensione degli ammortizzatori sociali” E’ d’accordo con la proposta del segretario della Cgil?

Epifani trascura che le nostre piccole e medie imprese hanno molto bisogno delle banche in questi frangenti, specie se il loro fatturato calerà e le banche caleranno proporzionalmente i finanziamenti. Per quanto attiene invece alla riforma degli ammortizzatori  una cosa che va fatta è migliorare l’indennità di disoccupazione per i malcapitati coinvolti, sopratutto migliorando la formazione per riassicurare il posto di lavoro a chi momentaneamente l’ha perso. Così come avviene, con grandi risultati positivi, nei paesi nordici con la Danimarca in testa, spesso citati come esempio di positiva flexsecurity dal nostro giuslavorista più affermato e riformista: Pietro Ichino.

Cosa consiglia a chi sta cercando un’occupazione?

Consiglio di ricorrere al social network, proprio delle società più avanzate: collegarsi con le associazioni professionali, iscriversi, frequentarle, scoprire eventuali corsi di formazione gratuiti, luoghi di incontro tra persone di altre aziende che potranno esserti utili più avanti, iscriversi alle associazioni di ex alunni o di placement universitari;  non scoraggiarsi mai di cercare con serietà e determinazione nuove opportunità sul web tra i vari siti: Talent Manager, Catapulta, Clicca Lavoro e tanti altri.  Consiglio inoltre di visitare gli intranet aziendali delle imprese medio grandi (pensate che ci sono in Italia almeno 25.000 imprese con più di 50 dipendenti che nel loro job posting, evidenziano le posizioni scoperte), poi rammento i contatti con le agenzie di lavoro: sono un’ottantina e hanno in mano una bella fetta di mercato. Non mi stanco di ripetere che anche i posti “temporanei” hanno una loro importanza: permettono di entrare in azienda, dove spesso si viene confermati  tempo indeterminato, si conoscono dei colleghi che ti stimano, se vali e lo meriti, e magari quando cambieranno azienda si ricorderanno di te e potranno chiamarti per eventuali necessità. Poi ricordiamoci degli amici o dei colleghi del passato, cerchiamoli, chiediamo a loro dei contatti, qualche volta il passa parola è la strada giusta. E non dimentichiamo, infine, la carta stampata.

Quali settori, a suo avviso, accusano in modo minore le attuali difficoltà?

Probabilmente quelle legate alla cura delle persone ed al luxury, questo è sempre più un mondo mediatico ove la presenza a volte è molto importante!

(L.F.)

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