Pagati per andare in ufficio in bici. Ecco dove (presto) sarà realtà

A breve un bando per distribuire i finanziamenti rivolti alla mobilità sostenibile ai Comuni italiani

In Europa il paradigma dell’incentivo per chi usa la bicicletta per recarsi al lavoro sta prendendo piede; Francia, Belgio e Norvegia hanno già iniziato programmi del genere; il Belgio, per esempio, offre 22 centesimi al chilometro per chi sceglie di pedalare e di non mettersi in auto. L’Olanda 19 centesimi. Parigi 25. Negli Stati Uniti, si possono dedurre dalle tasse 20 dollari al mese. Ora qualcosa si muove anche in Italia. Il Governo, infatti, ha stanziato 35 milioni di euro per la mobilità sostenibile e una parte di questi soldi andranno proprio a finanziare il programma.

Dal ministero dell’Ambiente è atteso a breve un bando per distribuire i fondi e sono già diversi i Comuni che stanno ufficialmente lavorando per farsi trovare preparati e cercare così di accaparrarsi la gara. Per affiancare Massarosa, comune della Versilia che ha già avviato un esperimento di questo tipo, iniziano a muoversi le grandi città, a partire da Milano e Torino.

MILANO-TORINO – Sia il capoluogo lombardo che quello piemontese stanno lavorando su un progetto basato sull’esperienza di Parigi in Francia. Gli assessori competenti stanno lavorando su un piano che prevede anche una app per smartphone in grado di contare i chilometri del percorso casa-lavoro in bici e di validarli. A guardare con interesse al lavoro di Milano e Torino è il comune di Rimini, intenzionato a partecipare al bando del ministero.

BARI – La città pugliese sta pensando ad un voucher, con un rimborso che potrebbe aggirarsi sui 25 centesimi a chilometro. Inoltre, come per il progetto al vaglio del Comune di Milano, il piano allo studio del Comune di Bari prevede anche l’introduzione di una app specifica.

VANTAGGI E DUBBI – Se i vantaggi di un simile paradigma saltano immediatamente all’occhio (i benefici concreti che l’uso costante della bici comporta; per la salute, per le tasche e non per ultimo, per l’ambiente), c’è chi ha giustamente fatto notare come lo stesso non possa dirsi sul piano socio-economico. Secondo alcuni urbanisti ed esperti, infatti, sarebbe un incentivo per chi “già è benestante”, ovvero coloro che abitano in centro città e hanno l’ufficio a pochi passi. A chi viene da lontano, poichè può solo permettersi una casa nell’hinterland, il privilegio viene precluso e rimangono solo i mezzi pubblici o la macchina.

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