Pa, firmato il contratto degli enti locali: aumenti e arretrati in busta paga

Aumento di 85 euro medi mensili (lordi) e corposi arretrati in arrivo con la busta paga di giugno

Dopo nove anni di attesa e di blocco della contrattazione, è finalmente arrivato il via libera al nuovo contratto per i dipendenti degli enti locali, firmato definitivamente dall’Aran che già aveva ottenuto la certificazione con esito positivo della Corte dei Conti.

Significa che entro l’estate i 467mila dipendenti degli enti locali riceveranno in busta paga gli arretrati relativi a 2016 e 2017 e ai primi cinque mesi del 2018.

GLI AUMENTI – I contratti traducono in cifre l’ormai celeberrimo accordo governo-sindacati del 30 novembre 2016 che prometteva agli statali aumenti medi mensili di 85 euro. Si parte dai 52 euro di aumento (più 29 euro di quota perequativa) per le categorie più basse. Fino ad arrivare ai 90 euro di aumento della categoria D6 (con soli 2 euro di perequazione). Ma al di là degli aumenti mensili, i dipendenti di enti locali e regioni potranno festeggiare per i corposi arretrati. In arrivo con la busta paga di giugno.

L’assegno una tantum maturato per il periodo 1° gennaio 2016-31 maggio 2018 andrà:

  • da un minimo di 592,50 euro per la fascia A1;
  • a un massimo di 883,10 euro per la fascia D6.

Un dipendente medio (categoria C1) si porterà a casa 669,80 euro di arretrato. E vedrà crescere lo stipendio tabellare mensile lordo:

  • dai 1.621,18 euro del Ccnl 2008/2009;
  • ai 1.695,34 del tabellare mensile lordo in vigore dal 1° aprile 2018, comprensivo dell’indennità di vacanza contrattuale (in questo caso pari a 12,16 euro).

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