Pa, il blocco degli stipendi vale 1.700 euro a testa

I mancati aumenti si fanno sentire nelle tasche dei lavoratori. Nelle università 26.500 occupati in meno

Il blocco degli stipendi per i prossimi tre anni varrà 1.700 euro. A lavoratore. Denaro che sarebbe dovuto arrivare nelle buste paga dei dipendenti pubblici entro il 2012 in virtù dei rinnovi contrattuali e degli avanzamenti di carriera. E’ questo il risultato della manovra finanziaria che si pone l’obiettivo di tenere sotto controllo i conti dello Stato.

In realtà la manovra contiene pochi tagli veri e propri, ma tanti pesanti freni: dalla sanità alla scuola, dai ministeri agli enti locali, alla magistratura. Uno studio della Flc-Cgil stima, per esempio, che alla fine di questo periodo, l’università avrà 26.500 precari in meno, occupati mandati a casa alla scadenza del tempo determinato.

Pochi soldi, dunque meno formazione: la manovra prevede che a partire dal gennaio 2011 le risorse destinate a tale voce siano tagliate del 50%. Per la scuola, ciò vuol dire che i milioni a disposizione dagli attuali 8 diventino 4. E che – considerati tutti i lavoratori dalle elementari alle superiori – l’investimento pro capite sarà di 5 euro a lavoratore.

Tra gli effetti indesiderati dietro l’angolo ci potrebbe essere un riacutizzarsi delle recessione. Il conto è presto fatto: meno soldi e quindi minor capacità di spesa. L’atteso rilancio dei consumi rinviato a data da destinarsi.
Per questo è auspicabile che a fronte di tali tagli, nel paese si avvii una forte fase di riforme, in grado di liberare energie e risorse per rilanciare una crescita sostenuta.

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