Vita da CEO: a ottobre licenziati 170 amministratori delegati

Con una media di quasi 6 licenziamenti al giorno, il mese di ottobre è stato il peggiore da quando vengono rilevati i dati

Se il vostro sogno è quello di diventare il CEO di una grande azienda (quelle della Fortune 500, tanto per intendersi), forse fareste meglio a rivedere i vostri piani. O, quanto meno, le tempistiche.

Il mese di ottobre 2019, infatti, è stato una sorta “mensis horribilis” per gli amministratori delegati delle più grandi aziende al mondo. Come fa notare la CNN in un articolo comparso sul suo sito web, infatti, nei 31 giorni di ottobre sono stati licenziati la bellezza di 172 CEO di alcune delle maggiori aziende al mondo. Si tratta del 14% in più rispetto al mese di settebre 2019 e del 15% in più rispetto all’ottobre dell’anno precedente, quando gli Amministratori delegati defenestrati furono meno di 150.

Fanno parte di questa lista, ad esempio, il CEO della Nike Mark Parker; quello di McDonald’s Steve Easterbrook, quello di WeWork Adam Neumann e quello di Under Armour Kevin Plank. Insomma, figure di spicco del panorama economico, produttivo e finanziario mondiale, con alle spalle decine di anni di carriera (o, come nel caso di Neumann, un’intuizione geniale che gli ha consentito di creare uno degli “unicorni” di maggior valore del mercato mondiale).

Le motivazioni che hanno portato al licenziamento di un numero così elevato di top manager sono le più varie: alcune aziende hanno preferito cambiare dopo una serie di risultati economici al di sotto delle attese; altre, invece, hanno voluto “liberarsi” di un manager troppo scomodo e con una vita personale un po’ troppo dissoluta.

A volerla dire tutta, però, il mese di ottobre non è che la proverbiale punta dell’iceberg di un anno particolarmente duro, per gli Amministratori delegati. Nei primi 10 mesi del 2019, infatti, sono stati costretti a lasciare il ruolo che ricoprivano la bellezza di 1.332 CEO, dato più elevato dal 2002 a oggi (prima di quella data, però, non sono disponibili dati con cui confrontarsi). Insomma, un anno nero che, per alcuni, può far presagire un momento particolarmente duro per il mondo economico e finanziario.

Secondo un’altra interpretazione, invece, si tratta di un ricambio fisiologico, arrivato alla fine di un ciclo economico particolarmente favorevole. Nell’ultimo decennio, infatti, alcune aziende sono riuscite a incrementare in maniera considerevole i loro profitti grazie anche alla guida sapiente di un CEO particolarmente accorto. Ora che la fase espansiva è terminata, i consigli di amministrazione hanno preferito puntare su altre figure, maggiormente indicate per una fase così delicata.

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