Oerlikon, un altro operaio licenziato dopo un intervento al cuore

L'azienda di Bari aveva già adottato un simile provvedimento nella sede di Torino lo scorso febbraio

“Con la presente le comunichiamo che a seguito degli accertamenti sanitari cui è stata sottoposta, abbiamo preso atto della sua sopravvenuta e stabile inidoneità fisica allo svolgimento delle mansioni specifiche assegnate. Pertanto nostro malgrado siamo costretti a interrompere il rapporto di lavoro”.

E’ la lettera che nei giorni scorsi si è visto recapitare Massimo Paparella, operaio della sede di Bari della Oerlikon-Graziano, la stessa ditta che a febbraio aveva licenziato (e poi reintegrato) un operaio di Torino otto mesi dopo aver subito un trapianto di fegato.

Ora la stessa azienda ci ricasca e bissa il tanto discusso provvedimento, licenziando un dipendente colpevole di essersi sottoposto ad un intervento cardiaco e ora, a parere dell’azienda non più in grado di svolgere il suo lavoro. Una misura che ha fatto immediatamente scattare le associazioni sindacali Bari che hanno annunciato uno sciopero di 4 ore per lunedì prossimo, da parte dei lavoratori della Oerlikon-Graziano.

Per la Fiom il licenziamento costituisce “l’ennesimo atto unilaterale e di barbarie delle corrette relazioni industriali consumatosi nella Oerlikon-Graziano”. Il sindacato definisce inoltre l’episodio “l’epilogo di un corso di azioni e scelte brutali, improntate a fare azienda sulla pelle dei lavoratori”.

“A carenti piani industriali, deficitari di investimenti e di azioni che a tutt’oggi non vedono il Gruppo capace d’intercettare nuovi clienti e mercati con l’innovazione di processo e di prodotto – prosegue la Fiom in una nota – si risponde con la via bassa del fare azienda che passa sulla carne viva dei lavoratori”. Lunedì, in concomitanza con le quattro ore di sciopero, si terrà una manifestazione di fronte alla Oerlikon-Graziano di Bari.

In collaborazione con Adnkronos

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