Ocse in Italia i salari più bassi, come invertire la tendenza?

Riduzione dei contributi, meno tasse, più produttività, quali strade per far aumentare gli stipendi?

I salari netti italiani nel 2009 sono fermi al 23° posto della classifica Ocse. Lo ha rivelato la tabella “Taxing Wages” del Rapporto dell’Ocse.
L’Italia nel 2009 registra guadagni inferiori al 16,5% rispetto alla media dei 30 Paesi dell’organizzazione, con un calo dell’1,1%. La tabella considera il salario netto medio di un lavoratore single senza carichi di famiglia.

Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è in Italia al 46,5%. Nella classifica dei maggiori trenta Paesi, aggiornata al 2009, l’Italia è al sesto posto per peso fiscale sugli stipendi, dopo Belgio (55,2%), Ungheria (53,4%), Germania (50,9%), Francia (49,2%), Austria (47,9%). Il peso di tasse e contributi sui salari in Italia è rimasto stabile dal 2008 al 2009, registrando solo un lieve calo (-0,03%). L’Italia occupa, infatti, nella classifica Ocse la stessa posizione, la sesta, rispetto all’anno precedente.

Cosa fare per invertire la tendenza. Sul tavolo degli addetti i lavori ci sono diverse soluzioni, anche se la crisi finanziaria, i vincoli di bilancio rendono ogni riforma difficile da realizzare.


Ocse in Italia i salari più bassi, come invertire la tendenza?