Ocse: donne italiane “Wonder Woman”, divise tra lavoro e famiglia. E i partner non le aiutano

Studio Ocse sottolinea la poca collaborazione maschile

(Teleborsa)  Lavoro “non pagato”, anzi spesso persino più duro e faticoso di quello retribuito che, per giunta, grava quasi esclusivamente sulle donne, con scarsissima partecipazione da parte di compagni e mariti.
Cura delle casa, della famiglia e dei figli: in una parola, lavoro che le donne italiane svolgono tra le mura di casa senza percepire alcun compenso, al quale dedicano ben 5 ore della loro giornata. Gli uomini? Per le stesse attività non spendono più di 100 minuti. Tradotto in numeri: 1 ora e 40 minuti.
Lo rivela uno studio Ocse che aveva come oggetto la condivisione del lavoro in famiglia focalizzandosi sulla Germania nel confronto con la situazione nei principali paesi sviluppati. Secondo lo studio, le donne italiane sono tra le più dedite alla famiglia e alle faccende domestiche piazzandosi al quarto posto tra le più impegnate in quello che viene definito “lavoro non retribuito”. Poco importa, se hanno un’occupazione oppure no.

Gli uomini, almeno secondo i dati resi noti dall’Ocse, se ne stanno in panciolle, come si suol dire e si guadagnano (oltre ad una tirata d’orecchie) anche una “bella” medaglia di legno grazie al quarto posto nella classifica dei meno impegnati nelle attività domestiche e familiari.

Dietro la lavagna solo gli uomini italiani? Neanche per sogno. La tendenza, di cui non andare di certo fieri, sembra essere piuttosto diffusa tra i paese Ocse.

La strada verso la parità, insomma, è ancora lunga e piena di ostacoli. La collaborazione al 50%, nel nostro paese, sembra ancora un miraggio nella maggioranza dei casi.

Ma se siete stufe di dedicarvi alle faccende domestiche senza che il vostro compagno alzi un dito, ma anzi stando comodamente rilassato sul divano, potete sempre cambiare paese. E, ovviamente, compagno. Gli svedesi e i norvegesi, infatti, sembrano essere più attenti e collaborativi dedicando alle faccende domestiche e familiari due ore e mezza, contro le tre delle donne. Bene anche la Danimarca dove alle quattro ore delle donne si affiancano le tre degli uomini.

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