Nuove norme per i furbetti del cartellino, ecco cosa rischiano

I furbetti del cartellino non avranno più scampo: ecco cosa si rischia in caso di assenteismo nella pubblica amministrazione

I furbetti del cartellino hanno le ore contate, almeno “lavorativamente” parlando: con le nuove riforme gli assenteisti impiegati nella pubblica amministrazione rischiano grosso e in tempi davvero lampo. Tutto questo sarà possibile grazie all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo Testo unico del pubblico impiego, firmato da Marianna Madia. Ecco i provvedimenti: per chi timbra il cartellino e poi fa il furbo e se ne va dal luogo di lavoro arriva la sospensione immediata entro 48 ore dal misfatto, con licenziamento super veloce entro trenta giorni, una volta concluso il procedimento disciplinare previsto dalla legge.

Si allunga la lista dei licenziamenti con giusta causa per la pubblica amministrazione anche per responsabilizzare i dirigenti riguardo il fraudolento comportamento dei dipendenti ed evitare che chi è a capo di un’azienda non virtuosa faccia orecchie da mercante o chiuda un occhio. Anzi due. Dunque, rischiano il licenziamento anche chi è seduto ai piani alti: i dirigenti che non mettono in atto i procedimenti disciplinari del caso perderanno il posto, accusati di “commissione dolosa o gravemente colposa”, poiché non hanno compiuto i “doveri relativi all’attuazione del Piano di prevenzione della corruzione”.

Furbetti del cartellino o no, perderà il lavoro anche chi non “merita” di occupare il posto causa “insufficiente rendimento rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell’arco dell’ultimo triennio”. Discorso altrettanto duro riguardo gli assenteismi di massa per malattia in periodi che possono destare sospetto, come riportato dai fatti di cronaca recenti riguardo l’incredibile incremento di assenze collettive da parte di alcuni vigili urbani nel periodo di Capodanno. In questo caso, gli accertamenti dell’effettivo stato di malattia per cui assentarsi giustamente dal lavoro passerà dai medici della Asl alle competenze del personale sanitario al soldo dell’Inps.

Ed è proprio nel campo della medicina che nelle ultime ore si è alzato un polverone riguardo i furbetti del cartellino di un noto ospedale di Napoli, il “Loreto Mare”: al blitz sono seguite 55 ordinanze di custodia cautelare, mentre il numero degli indagati è di 94 persone. Dipendenti pubblici che, come documentato dalle telecamere, si recavano sul posto di lavoro, timbravano il cartellino e poi uscivano a fare i loro interessi: attività fisica, shopping o addirittura un altro mestiere. Uno dei furbetti sotto accusa, che non avrà più scampo con i nuovi provvedimenti, faceva lo chef in un albergo oltre a percepire lo stipendio del suo non-lavoro in ospedale.

In collaborazione con Adnkronos

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