Nuova cassa integrazione Sostegni bis: come funziona

Le imprese in perdita Covid possono chiedere 26 settimane di CIG, senza licenziare e con accordo di riduzione parziale dell'orario: opzioni a confronto.

Blocco dei licenziamenti da mantenere solo su settori strategici, cassa integrazione Covid, contratto di solidarietà e di espansione, contratto di rioccupazione: sono diverse le misure per il lavoro stabilite dal governo Draghi nel nuovo decreto Sostegni bis (qui potete trovare tutte le misure adottate).

Nuova Cig

La nuova cassa integrazione prevista dal Sostegni bis è alternativa alla cig ordinaria o straordinaria (dlsg 148/2015) ma destinata alle sole imprese che hanno dimezzato il fatturato 2021 rispetto a prima della pandemia, limitano la riduzione oraria e si impegnano a mantenere i livelli occupazionali.
Per gli altri, è ancora attiva la cassa Covid del primo decreto Sostegni (dl 41/2021):

  • fino al 30 giugno per le imprese che ulizzano CIG
  • fino al 31 ottobre per chi utilizza FIS e CIG in deroga.

Cassa integrazione COVID straordinaria 2021

All’art 40 il nuovo decreto prevede che i datori di lavoro privati che:

  • interrompono o riducono l’attività a motivo del COVID
  • che hanno avuto un calo di fatturato del 50% nel primo semestre 2021 rispetto al primo semestre 2019,

possono presentare domanda di cassa integrazione guadagni straordinaria per una durata massima di 26 settimane, previa stipula di accordi collettivi aziendali di riduzione dell’attività dei dipendenti in forza alla data di entrata in vigore del decreto: 26 maggio 2021 al 31 dicembre 2021.

In particolare è previsto che:

  • la riduzione media oraria non può essere superiore all’80 per cento dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati. Per ciascuno, la percentuale non può superare il 90 per cento nel periodo per il quale l’accordo è stipulato.
  • Il trattamento speciale di integrazione salariale è fissato al 70 per cento della retribuzione globale che sarebbe loro spettata per le ore di lavoro non prestate, senza l’applicazione dei limiti di importo previsti ddalla normativa vigente la relativa contribuzione figurativa.
  • Non è dovuto dal datore di lavoro alcun contributo addizionale.
  • I trattamenti sono concessi nel limite massimo di spesa pari a 557,8 milioni di euro per l’anno 2021. L’INPS monitorerà le domande respingendo quelle che dovessero comportare il superamento della soglia preventivata.

Dunque una cassa emergenziale limitata e mirata ai casi di maggiore necessità, volta ad evitare gli abusi da un lato ma anche ad incentivare la conservazione di posti di lavoro nei settori più in crisi, che saranno probabilmente gli unici a salvarsi dallo sblocco dei licenziamenti previsto per il prossimo 30 giugno.

Blocco licenziamenti per Cassa COVID

Resta in vigore comunque la norma del Sostegni 1 che prevede siano soggette al divieto di licenziamento economico sia individuale che collettivo:

  • fino al 30 giugno 2021 le aziende che utilizzano cassa integrazione ordinaria (industria ed edilizia) con causale COVID
  • fino al 31 ottobre 2021. le aziende che utilizzano Fondi di solidarietà e cassa in deroga (artigianato, agenzie di somministrazione) con causale COVID.

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