Nuova Alitalia scalda i motori: a che punto siamo? Le novità

Decollo in estate con 45/47 aerei e circa 6000 dipendenti in meno

Sembra essere finalmente arrivato il punto di svolta di una vicenda che si trascina da anni.  La nuova Alitalia scalda i motori e prepara il decollo tra  giugno/luglio, periodo migliore per intercettare la domanda estiva ma dovrà essere molto più light. Previsti 45/47 aerei e circa 6000 dipendenti in meno.

“L’obiettivo della partenza della newco Ita – ha confermato il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in audizione in Commissione Trasporti della Camera tracciando la road map per il rilancio della compagnia aerea tricolore  attraverso Italia Trasporto Aereo  – è entro giugno-luglio. Per questo dobbiamo accelerare. Il fattore tempo è decisivo. Ho sottolineato questo aspetto anche al commissario Vestager. È nostro interesse che Ita parta il prima possibile. Siamo già in ritardo, Ita doveva essere operativa già ad aprile”. Come anticipato settimane fa dal Corriere della Sera, resta confermato l’impianto che prevede la vendita diretta a ITA del ramo aviation dell’attuale Alitalia, mentre handling e manutenzione erogano servizi — a prezzi di mercato — alla newco in attesa che si concluda il loro iter di vendita.

L’obiettivo è mettere su una compagnia più snella. Nella giornata di ieri Giorgetti ha confermato che è in corso una profonda revisione del piano industriale, alla luce delle negoziazioni con la Commissaria europea Margrethe Vestager. L’Unione europea per dare il via libera alla costituzione della nuova società ha chiesto all’Italia che questa sia in discontinuità con l’attuale compagnia aerea. “Parola d’ordine è discontinuità, orientamento al mercato e sostenibilità economica”.

Intanto arriva dall’UE il via libera ai ristori. “Ieri la commissaria Vestager mi ha garantito che i ristori saranno dati per un importo pari a 55 milioni circa. “Il governo ci crede e mette 3 miliardi di euro per avere una compagnia aerea che garantisca l’accessibilità dell’Italia al cargo business e alla sua vocazione al turismo. Questa scelta è dettata dalla certezza del governo di fare la cosa giusta e crede nel progetto”, ha concluso.

Sempre nella giornata di ieri, la Commissione trasporti della Camera dei Deputati ha votato a larga maggioranza il parere favorevole al nuovo piano industriale di ITA, come comunicato da Luciano Nobili, capogruppo Italia Viva e relatore del provvedimento.

Imperativo adesso è fare presto e fare bene – aggiunge -: la temporanea nazionalizzazione della compagnia, l’impegno di ulteriori 3 miliardi di euro stanziati col decreto rilancio, non erano la nostra soluzione preferita, anzi. Ma la pandemia ha così aggravato la situazione da rendere il percorso obbligato. Sta a noi non dimenticare da dove veniamo, e cioè da una compagnia che registrava performance disastrose ben prima dell’arrivo del Covid e sulla quale occorre procedere, in ossequio alle indicazioni europee e alle convinzioni nostre e del Governo Draghi con una profonda discontinuità manageriale, organizzativa, aziendale e con l’obiettivo di scelte nell’interesse della tutela dell’investimento fatto e dell’equilibrio economico e finanziario della nuova compagnia. Nel nuovo piano industriale, che dovrà necessariamente subire degli aggiornamenti, c’è il profilo di un’azienda più snella, dinamica, che riscopre il lungo raggio, che punta sull’hub di Fiumicino, sul business di Linate, sul rapporto col cliente, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità”.

Sarà fondamentale – aggiunge Nobili – “garantire adeguate tutele al personale di Alitalia e valorizzare gli asset che la gestione commissariale cederà con l’obiettivo di chiuderla il prima possibile. Allo stesso tempo bisognerà evitare errori del passato: per questo per noi è fondamentale lavorare, prima possibile, alla definizione di una partnership strategica dal punto di vista commerciale che possa tradursi in prospettiva in una partnership industriale con ingresso nel capitale sociale di ITA. Negli ultimi 15 anni l’esborso di risorse pubbliche su Alitalia è stato abnorme e ingiustificato a fronte di risultati aziendali disastrosi. Che sia la volta buona per far partire una compagnia in grado di stare sul mercato, di accompagnare la ripartenza post Covid del turismo in Italia, che sarà uno dei nostri vettori di crescita più importanti, di avere un futuro senza debiti”. 

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