Neomamme, la conciliazione è un miraggio. O figli o lavoro: in 25mila costrette a lasciare

Boom di dimissioni: in Italia le dimissioni volontarie per genitori con figli fino a 3 anni d’età sono state 37.738

(Teleborsa)  Che il binomio donne (soprattutto mamme) e lavoro stenti a decollare è ahimè cosa nota e risaputa. Nonostante qualche piccolo passo in avanti si sia fatto, il cuore della vexata quaestio, infatti, resta irrisolto.

Una ulteriore conferma, qualora ce ne fosse bisogno, è arrivata in queste ore dai dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Dati amari che raccontano una vera e propria emergenza che riguarda tutte le donne dello Stivale, da Nord a Sud, senza troppe distinzioni e differenze.

E’ boom di dimissioni per le neomamme. Un vero e proprio esercito: circa 25 mila, infatti, sono state costrette a lasciare il lavoro. Sembra proprio insomma che per le donne, in Italia, ritornare al lavoro dopo la nascita di un figlio diventi giorno dopo giorno, sempre più difficile. Così tanto, appunto, da dover rinunciare a conciliare la vita privata con quella lavorativa. Tradotto: in Italia se hai un bambino devi lasciare il lavoro.

Numeri alla mano, in Italia le dimissioni volontarie per genitori con figli fino a 3 anni d’età sono state 37.738. Secondo i dati forniti dall’Ispettorato nazionale del lavoro le donne che si sono licenziate sono state 29.879. Tra le mamme, appena 5.261 sono i passaggi ad altra azienda, mentre tutte le altre (24.618) hanno specificato motivazioni legate alla difficoltà di assistere il bambino (costi elevati e mancanza di nidi) o alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Per gli uomini la situazione è capovolta: su 7.859 papà che hanno lasciato il lavoro, 5.609 sono passaggi ad altra azienda e solo gli altri hanno deciso di farlo per difficoltà familiari. I dati si riferiscono al 2016.

GUIDA LA LOMBARDIA – La Lombardia è in testa con un numero altissimo di dimissioni convalidate, ben 8.850. Tra queste 3.757 sono dovute al passaggio ad altra azienda, ma tutte le altre (5.093) sono legate a motivi familiari. Tra le donne, che sono state 6.767, quasi la metà (3.105) si sono licenziate per mancato accoglimento al nido, assenza di parenti di supporto e elevata incidenza dei costi di assistenza del pargolo.

Considerando i dati aggregati, il numero più alto di dimissioni è stato registrato al Nord, 23.117. Al Centro, invece, le dimissioni registrate sono 8.562, mentre al Sud “solo” 6.059.

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