Neolaureati, stage più brevi e apprendistato per sperare in un lavoro. Le lauree più richieste

L'indagine dell'associazione dei direttori del personale fa luce sul comportamento delle aziende nei confronti dei giovani usciti dalle università

Fifty – fifty. In base all’andamento degli ultimi 12 mesi, esiste il 50% delle possibilità che un’azienda assuma un neolaureato al termine del periodo di stage. Il tirocinio, pur non offrendo alcuna garanzia, è quanto richiesto dal 99% delle aziende, prima di procedere a un eventuale reclutamento. Nel caso, anticipando le linee dettate dalla recente riforma del Lavoro, la forma contrattuale maggiormente utilizzata per i neoassunti è l’apprendistato, seguito da contratti a tempo determinato e dai co.co.pro. Solo un’azienda su dieci prevede subito un contratto a tempo indeterminato. Stage più brevi (prevalentemente della durata di 6 mesi) e una contrazione dei salari di ingresso nel settore del commercio e dei servizi sono altri due elementi che segnano un cambiamento, poco incoraggiante, rispetto agli anni precedenti.

Sono questi i dati più significativi che emergono dall’indagine XIII ‘Neolaureati & Stage‘, condotta da Gidp (Associazione direttori risorse umane) che opera su un network composto da più di 3850 direttori di area appartenenti alle maggiori realtà imprenditoriali italiane.
Vediamo quali sono alcuni altri risultati emersi dall’indagine.

Le lauree più richieste
Poche sorprese nella classifica dei diplomi più gettonati. In vetta troviamo Ingegneria (richiesta dal 29% delle aziende) seguita da Economia (23%), Informatica (6%),  Chimica (6%) e Giurisprudenza  (5%). Meno chance occupazionali, invece, per chi ha scelto studi umanistici: la laurea in Lettere è richiesta solo dal 1% delle aziende, quella in Filosofia solo dallo 0,39%. Poco richiesti anche biologi, educatori e sociologi.

I canali del recruiting
Il canale ritenuto più utile per la ricerca dei neolaureati continua ad essere costituito dagli uffici placement delle università, ritenuti estremamente utili perché permettono di pubblicare offerte di lavoro e stage e perché permettono l’accesso alle liste dei laureati.
Anche il social recruiting sta prendendo piede: LinkedIn in particolare, è considerato un buon strumento per avere qualche informazione in più sui candidati ed eventualmente per confrontare le informazioni presenti nel curriculum inviato all’azienda con quelle messe online. Curioso è che nessuno dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di avvalersi della carta stampata.

Il candidato ideale

Nel processo di selezione, oltre allo scontato dato inerente la conoscenza delle lingue è interessante sottolineare come il 20% delle aziende ricerchi nei candidati motivazione. Altri elementi ricercati sono, in linea con lo scorso anno, le esperienze lavorative svolte durante gli studi, la disponibilità alla mobilità territoriale, gli studi portati a termine nei tempi previsti, l’aver conseguito un Master.
Per quanto riguarda le caratteristiche personali ricercate la più richieste sono la capacità di mettersi in gioco, la pro-attività e la capacità di analizzare e risolvere problemi.

Assunzioni aperte
Le aree in cui ci sono state il maggior numero di assunzione negli ultimi 12 mesi sono l’area commerciale (12%), la ricerca e lo sviluppo (10,%), la produzione (9%) e il marketing (7%), mentre nei prossimi 6 mesi si assumerà di più nell’area produzione.

Paolo Citterio, presidente di Gidp, commenta così i risultati ottenuti:  «Il panorama delle assunzioni per il 2012 non è particolarmente soddisfacente per i nostri neolaureati. In Italia, i giovani laureati sono molti più di quanti le aziende possano o vogliano assumere. E le piccole e medie imprese preferiscono assumere i diplomati.  Spesso, infatti, i capi azienda sono periti industriali, geometri o ragionieri, indubbiamente bravissimi ma che tendono a considerare i laureati non indispensabili per le loro imprese. A ciò purtroppo si aggiunge che le lauree che consentono un impiego immediato o quasi, sono quelle conseguite in ambito tecnico, ma esse non sono le predilette dai nostri giovani, che troppo spesso sono spinti dalla famiglia a seguire le “loro inclinazioni ed attitudini” e che quindi scelgono facoltà che li appassionano, ma che con il lavoro delle imprese hanno pochissimo attinenza».

Neolaureati, stage più brevi e apprendistato per sperare in un lavoro. Le lauree più richieste
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