Nel Regno Unito si pubblicheranno gli stipendi per abbattere il divario salariale tra i due sessi

Le aziende e Ong britanniche dal prossimo anno dovranno pubblicare in rete gli stipendi di uomini e donne per abbattere il divario salariale tra i due sessi

E’ ufficiale. Entro il 2017 le compagnie e Ong britanniche dovranno obbligatoriamente pubblicare sul web gli stipendi di uomini e donne. Una decisione presa dal Governo, che ha voluto finalmente passare dalle parole ai fatti, dopo averlo anticipato ad agosto del 2015.
Ha dato l’annuncio il ministro dell’Istruzione con delega alle Pari Opportunità, Nicky Morgan, che ha anche aggiunto che non è lontano il momento in cui saranno del tutto annullate le differenze tra i due sessi sul posto di lavoro.

A partecipare all’operazione trasparenza, invidiata da molti paesi, primo tra tutti l’Italia, dovranno essere le attuali 8000 aziende con più di 250 dipendenti che dovranno includere nel calcolo degli stipendi anche i bonus. Si potrà in tal modo colmare anche il divario esistente rispetto ai ruoli ricoperti.

C’è, infatti, da considerare che nel Regno Unito è del 19,2 per cento la differenza di paga oraria tra dipendenti del sesso maschile e dipendenti del sesso femminile. Come anche per gli assunti full time e quelli part time. Per i primi, la differenza è del 9,4%, mentre sale al 46 per cento quella riguardante coloro, come i manager, che portano a casa una busta paga più pesante.

C’è, poi, da considerare che ancora oggi tutti i ruoli manageriali sono destinati maggiormente agli uomini, mentre alle donne si preferisce riservare orari flessibili o contratti part time, con la scusa che si devono occupare della famiglia e, quindi, che hanno bisogno di più tempo libero.
Ecco perchè il Governo britannico intende fare pure in modo che le bambine studino materie come la matematica e le scienze, per dare loro modo di potere assumere ruoli di dirigenza che richiedono una formazione diversa dalla solita.

Una volta publicate sui siti delle diverse aziende tutte le informazioni richieste, sarà cura del Governo stilare una classifica per settori, consultabile sia dagli stessi dipendenti sia dai cittadini. Un riflettore puntato sui datori di lavoro che verranno così stimolati a comportarsi diversamente, avviandosi naturalmente all’abbattimento di ogni divario salariale.

Lo pensa, per esempio, il Chartered Management Institute, associazione professionale che garantisce i diritti dei manager, affermando che “pubblicare i dati sul divario salariale, potrebbe essere la strada giusta per cambiare il corso delle cose”.

Pure per l’80 % delle aziende, chiamate a pronunciarsi sulla decisione del Governo britannico, sarebbe la spinta giusta per fare in modo che le politiche aziendali comincino a guardare a un nuovo futuro.

Immagini: Depositphotos

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