Città d’agosto, è Milano la più chiusa

Solo 183 euro di multa per i commercianti che non rispettano i turni. Roma e Torino fanno molto più sul serio


Se siete uno dei 22,8 milioni di italiani che questa estate – secondo un’indagine della Federalberghi – non faranno vacanze, potreste già avere un buon motivo per lamentarvi. I motivi diventano due se abitate a Milano: forzati in città e con i negozi chiusi. E’ questa infatti la città meno servita ad agosto. Lo dice una ricerca condotta dall’Osservatorio di Milano su tre grandi città, Roma, Torino e Milano. Sotto esame le regole che le amministrazioni comunali hanno adottato per garantire nel mese estivo i turni di apertura dei negozi che vendono generi di prima necessità: pane, latte, frutta e verdura, carne ecc.

Milano, multe irrisorie

Se è vero che le sanzioni hanno funzione di deterrente è presto spiegata la differenza dei servizi disponibili nelle tre città.

Il comune di Milano, rileva l’Osservatorio, ha emesso un’unica ordinanza che prevede due sanzioni – una di 17 e una di 166,67 euro per un totale di 183,67 euro – per i panettieri che hanno dichiarato di rimanere aperti in agosto e non rispettano l’impegno preso. Invece bar, ristoranti, latterie, macellerie, fruttivendoli e drogherie possono gestire le chiusure a loro scelta.

Il comune di Roma invece obbliga questi esercizi a una turnazione per la prima o la seconda metà di agosto con lo scopo di garantire un 30% dei negozi sempre aperti. La multa per i trasgressori ha tutt’altro peso: 1.032 euro (il doppio della minina stabilita dalla legge) e da 1 a 5 giorni di chiusura dell’esercizio.

Torino obbliga ai turni nei quindici giorni centrali di agosto gli esercizi pubblici e gli alimentari, per garantire una presenza del 25% di aperture. Anche qui la sanzione è di 1.032 euro per i negozi e di 308 euro per i pubblici esercizi con una pena accessoria che può variare da 1 a 20 giorni di chiusura.

“I dati si commentano da soli – ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio, Massimo Todisco – i comuni di Roma e Torino mettono al primo posto le esigenze dei cittadini garantendo in agosto una vita dignitosa con un’adeguata apertura degli esercizi commerciali di prima necessità, Milano fa esattamente il contrario, mette al primo posto i commercianti e in subordine i cittadini”.

Promesse di commerciante

Il capoluogo lombardo ribatte con la sua guida “Milano aperta d’agosto“, una mappa per assicurarsi il pane (e il companatico) quotidiano anche a Ferragosto. Quest´anno – sottolinea con entusiasmo l’assessore al Turismo, Massimiliano Orsatti – si registra il 13% di saracinesche alzate in più rispetto al 2007 (6.545 contro 5.794), anche se ancora concentrate principalmente in centro. Ma si tratta delle “promesse di apertura” degli esercenti. Il comune non impone loro di mantenerle ma chiede soltanto: “Avvisateci se cambiate gli orari, in modo che almeno online l´informazione sia sempre attendibile”.

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