Navigator in protesta, annunciato sciopero della fame: perché in Campania è il caos

Vincenzo De Luca non vuole contrattualizzare i vincitori del concorso che chiedono l'intervento di Mattarella

Da domani lunedì 26 luglio si inizia lo sciopero della fame: è questa l’estrema decisione presa dagli aspiranti navigator della Campania che sperano di convincere il governatore Vincenzo De Luca a dare il via alle assunzioni.

La protesta avrà luogo innanzi al palazzo della regione. Attualmente sono 471 i vincitori del concorso che sono in attesa del posto (1.700 euro netti mensili per due anni, più 300 euro di rimborso). Ma De Luca continua a fare muro, non firmando la convenzione con Anpal per la loro contrattualizzazione nei Centri per l’impiego, la quale dovrebbe servire a trovare lavoro agli idonei del Reddito di cittadinanza (oltre 170mila in Campania).

In teoria, gli aspiranti navigator dovrebbero iniziare a svolgere la loro mansione dal prossimo 2 settembre, ma al momento tutto è bloccato. La regione Campania ha infatti seguito l’iter per la loro assunzione senza batter ciglio, sottoscrivendo gli accordi nelle conferenze unificate Stato-Regioni del 17 aprile e del 27 giugno, ma quando ha dovuto firmare la convenzione con Anpal è arrivano il brusco “no”.

“A spingerci fino a questo gesto – fanno sapere i protestanti – è l’insopportabile negazione e violazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione, che stabilisce la parità formale tra tutti i cittadini”.

“Abbiamo svolto lo stesso percorso degli altri – proseguono – ma siamo gli unici a cui viene negata l’immissione in servizio. Chiediamo l’intervento del presidente Sergio Mattarella“.

“Se è un provvedimento di assistenza ai navigator stessi, lo si presenti così. Se sono utili vengano contrattualizzati dall’Anpal e non dalle regioni, perché a questi giovani dici che fai due anni di formazione e poi vai a casa. Se dobbiamo creare un altro serbatoio di precariato dico no. Sono porcherie clientelari“, ha dichiarato De Luca in merito alla sua opposizione.

La risposta degli aspiranti navigator non si è fatta attendere: “Il piano di potenziamento per i Centri per l’impiego, varato dal ministero del Lavoro il 29 giugno, mette le risorse per l’assunzione o stabilizzazione di 898 unità di personale per la Campania con stanziamenti di circa 318 milioni di euro in 3 anni, collegati anche all’azione dei 471 navigator. I primi due anni servono per acquisire la certificazione che permetterà quindi la stabilizzazione”

Tuttavia De Luca ha altri progetti. “Il bando nazionale per la selezione – ha detto il governatore della Campania – credo che fosse chiaro, l’assunzione si attiva se le Regioni vogliono utilizzarli o meno. Chi ha partecipato conosceva quindi le condizioni. La Campania ha 3.700 precari lsu con una convenzione che scade il 31 ottobre prossimo”.

Sulla questione si è pronunciato anche il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha assicurato che “ci sono a bilancio le risorse per la stabilizzazione dei navigator dal 2021″.

A stretto giro è arrivato anche l’intervento della consigliera regionale del M5S, Valeria Ciarambino. “Dopo aver inondato la Campania di precari e aver varato un piano lavoro truffa che produrrà un esercito di tirocinanti, De Luca nega la legittima assunzione dei navigator” tuona la pentastellata.

“Si tratta dell’uomo – prosegue Ciarambino – che si rifiuta di formalizzare l’assunzione di 3.700 Lsu, pur avendo a disposizione i fondi. Da quattro anni sta rinfoltendo di precari e interinali la Sanità campana. Per non parlare dei lavoratori somministrati, 5 euro l’ora, nei pronto soccorso, in sala operatoria o in terapia intensiva”.

 

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