Natuzzi: il giudice reintegra, l’azienda licenzia. Paura tra i dipendenti

Il gruppo industriale ha fatto sapere che per ogni lavoratore reintegrato in seguito a sentenza di tribunale verrà licenziato un altro dipendente

Torna la paura tra i 1.300 dipendenti della Natuzzi, società leader nella produzione di salotti. Il gruppo industriale ha preso atto della sentenza che la obbliga a reintegrare 3 operai, ma ha annunciato che per ogni reintegro ci sarà il licenziamento di qualcun altro.

“Il prossimo 3 luglio […] i tre lavoratori reintegrati verranno collocati in formazione per la riqualificazione e successivo reinserimento nel ciclo produttivo. L’azienda, tuttavia, non ha potuto negare di trovarsi di fronte a uno scenario che potrebbe avere impatti significativi sull’attuale assetto industriale, poiché l’inserimento di ulteriori 176 lavoratori nel ciclo produttivo non è sostenibile, né economicamente né industrialmente. Pertanto, […] l’azienda provvederà […] al licenziamento, secondo i criteri di legge, di altrettanti lavoratori attualmente in organico”.

La vicenda ha origine a ottobre scorso, quando Natuzzi presenta 355 esuberi. In 140 accettano l’incentivo all’esodo, altri 40 entrano a far parte della newco specializzata nel trattamento delle imbottiture nello stabilimento di Ginosa. I restanti 175 rifiutano l’ingresso nella newco e decidono di fare ricorso. Tre di questi ora sono stati accettati dal tribunale. Natuzzi dovrà reintegrare i tre lavoratori, pagando anche gli stipendi e i contributi arretrati da ottobre a oggi. A preoccupare però sono i restanti 170 ricorsi presentati da altrettanti dipendenti ex Natuzzi licenziati e in attesa delle sentenze da parte del tribunale di Bari. E così nei giorni scorsi Natuzzi ha dovuto studiare una nuova strategia che è stata presentata al Mise nel corso della cabina di regia.

A rendere infuocato il rapporto con i sindacati è un’altra novità comunicata dall’azienda nel corso della cabina di regia: Natuzzi ha fatto sapere che per ogni lavoratore reintegrato in seguito a sentenza di tribunale verrà licenziato un altro dipendente. “Siamo pronti ad alzare le barricate – avverte Silvano Penna, segretario della Fillea Cgil Puglia – dall’azienda non dovrà uscire un solo dipendente”. Sulla stessa linea anche Salvatore Bevilacqua, della Feneal Uil Puglia: “Non accettiamo ricatti da un’azienda che sembra allo sbando. Oltretutto i nuovi licenziamenti annunciati potrebbero provocare altri ricorsi. Non si possono far ricadere le responsabilità in capo ai lavoratori. Se Natuzzi vuole trasferirsi all’estero lo dica chiaramente”.

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