Naspi, ticket più caro nel 2020: a quanto ammonta

L’Inps ha aggiornato la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità di disoccupazione per l’anno 2020

Con la circolare n. 20 del 10/02/2020, l’Inps ha aggiornato la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità di disoccupazione (NASpI) per l’anno 2020.

Cos’è il ticket NASpI

Il ticket NASpI, introdotto originariamente dalla Riforma Fornero (art. 2, co. 31 della L. n. 92/2012), prevede l’obbligo per il datore di lavoro, nei casi di interruzione involontaria di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di corrispondere un contributo, chiamato appunto ticket NASpI (o ticket licenziamento).
L’importo da versare, in tali casi, è pari al 41% (82% per i licenziamenti in ambito collettivo) del massimale mensile NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. È possibile, dunque, intuire che l’importo da versare dipende, non soltanto dall’importo massimale della NASpI (che viene aggiornato annualmente in base all’indice Istat), ma anche e soprattutto dall’anzianità aziendale maturata dal dipendente.

Ticket Naspi, a quanto ammonta

Dopo l’aggiornamento previsto dalla circolare INPS n. 20, del 10 febbraio 2020, l’importo da versare a titolo di ticket licenziamento è pari al 41% del massimale mensile della NASpI, che per l’anno 2020 è di 1.227,55 euro, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.
L’importo viene annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Tenuto conto che, per l’anno 2020, il massimale mensile NASpI è di 1.227,55 euro, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale, la contribuzione da versare è pari a 503,30 euro. Mentre per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi, il contributo può arrivare fino ad un massimo di 1.509,87 euro (503,30 x 3). Secondo questi calcoli, il ticket NASpI per ogni mese di anzianità di servizio è pari a 41,94 euro (503,30 / 3).

Ticket NASpI, come e quando va versato

Il contributo va versato, in un’unica soluzione, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al licenziamento. il ticket NASpI è dovuta a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro cessato (full time o part time), poiché l’importo del contributo è scollegato dalla quantificazione della prestazione lavorativa del soggetto interessato. Ne deriva che l’importo è dovuto anche se il datore di lavoro impiega il proprio dipendente per poche ore alla settimana.

Ticket Naspi 2020: quando è dovuto

Il ticket Naspi è dovuto nei seguenti casi:

  • dimissioni per giusta causa;
  • dimissioni durante il periodo tutelato di maternità.
  • risoluzione consensuale con procedura di conciliazione prevista dal nuovo rito Fornero;
  • risoluzione consensuale in caso di conciliazione presso la Ispettorato del Lavoro., nonché derivante da trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;
  • mancato superamento del periodo di prova;
  • lavoro intermittente;
  • licenziamento collettivo senza periodo di prova;
  • recesso del datore di lavoro al termine dell’apprendistato;
  • licenziamento del lavoratore, compresi apprendisti, per GMO, per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa;
  • licenziamento disciplinare.

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Naspi, ticket più caro nel 2020: a quanto ammonta