Naspi, c’è chi si fa licenziare per prendere l’indennità di disoccupazione

È più facile prendere la nuova indennità introdotta con il Jobs Act e c'è chi ne sta approfittando

Da maggio a dicembre 2015, sono state oltre 1,3 milioni le domande presentate per usufruire della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione introdotta dal Jobs Act a partire da maggio 2015. Nei primi cinque mesi del 2016 hanno raggiunto quota 538mila.

E in questi mesi sono stato molti i lavoratori che ne hanno usufruito. È quello che raccontano i datori di lavoro. “I nuovi assunti che dopo un po’ si rendono conto che non sono fatti per questo lavoro, si mettono nelle condizioni di farsi licenziare“, racconta un manager a Linkiesta. “Ci sono ragazzi che ci chiedono di essere licenziati, perché con le dimissioni non prenderebbero l’indennità”.

REQUISITI NASPI – I requisiti per prendere la Naspi sono almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti e tredici settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono la perdita del lavoro. Poco più di tre mesi. Per l’Aspi, invece, il requisito per ottenerla era quello di avere almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente il periodo di disoccupazione. La differenza è che la Naspi dura di meno: viene data per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ma per il calcolo della durata, i periodi contributivi che hanno già fatto fruttare una prestazione non possono essere calcolati. La durata massima è di 24 mesi. Per l’Aspi, la durata era stabilita invece in mesi fissi. Una volta rispettati questi requisiti, la Naspi è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni. In ogni caso non può superare i 1.300 euro.

“Non sono a conoscenza di casi di richieste di licenziamento. Ma non è difficile immaginare che se ti rendi conto che il lavoro non è fatto per te, ti fai licenziare, ti prendi una vacanza pagata e poi magari cerchi un lavoro”, spiega Silvia Spattini, direttore del centro studi Adapt. E una volta finita la Naspi, si può usufruire dell’assegno Asdi, anche se nel primo anno di applicazione la prestazione è riservata ai lavoratori che hanno figli minorenni e a quelli prossimi alla pensione.

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