Morti sul lavoro, già 25 vittime dopo il lockdown: 400 mila irregolari nei cantieri

Sei decessi nell'ultima settimana, da 50 anni le cause principali sono sempre le stesse: caduta, ribaltamento di un mezzo, schiacciamento. Ma preoccupano anche i dati del ministero del Lavoro

Con la fine del lockdown è ripartito il settore dell’edilizia. L’aspetto più negativo, e collaterale, è che le morti sul lavoro abbiano fatto registrare una considerevole impennata: sei decessi solo nell’ultima settimana, 25 dalla ripresa dei cantieri. Per i sindacati si tratta di un drammatico ritorno alla normalità. A questi numeri vanno aggiunti poi quelli relativi ai contratti: nel settore edile, infatti, ci sarebbero 400 mila irregolari secondo una stima del ministero del Lavoro.

Morti sul lavoro, a maggio +168%

Se il lockdown ha fatto registrare una ovvia flessione dei decessi sul lavoro (-36,4% a marzo e -53,5% ad aprile), la curva ha ripreso a salire in maniera notevole a maggio: +168% secondo l’Istat. E tutto questo nonostante l’attività, rispetto al maggio 2019, sia calata di quasi il 17%. La crescita delle morti preoccupa anche la Cgil, i cui numeri parlano di 47 vittime in totale dall’inizio del 2020 (9 in pieno lockdown), addirittura 25 dal 9 maggio ad oggi, ben 6 nell’ultima settimana.

Le cause di morte più frequenti nei cantieri

Secondo la Cgil, gli incidenti nei cantieri rappresentano purtroppo un ritorno alla drammatica normalità. Dagli anni Settanta ad oggi, infatti, le tre cause principali delle morti tra gli operai sono sempre le stesse: la caduta dall’alto, il ribaltamento di un mezzo meccanico e lo schiacciamento. Per i sindacati manca una adeguata formazione, bypassata da contratti irregolari o inesistenti, senza contare il fatto che l’età media si sia alzata notevolmente: in cantiere non mancano i sessantenni.

I rischi del super bonus del 110%

Le manovre economiche hanno necessariamente spinto sulla ripartenza del Paese, in primis dei cantieri. Tanti sono stati aperti dopo la fine del lockdown, e l’alto numero delle vittime è dovuto proprio all’avvio di moltissimi lavori. Il problema è che la situazione potrebbe peggiorare nel prossimo futuro. Per esempio, il superbonus del 110% per le ristrutturazioni potrebbe moltiplicare i cantieri già esistenti. L’altro grande problema dei cantieri è la regolarizzazione degli operai. Secondo i dati del ministero del Lavoro, infatti, ce ne sarebbero moltissimi in nero, senza tutele e senza formazione: circa 400 mila, il 90% nel settore privato.

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