Moby-Tirrenia, lo spot scatena la bufera: “Da noi solo personale italiano, vi spiego perché”

Dissenso e ironia social contro la campagna pubblicitaria della compagnia di traghetti Moby-Tirrenia

“Il nostro personale? E’ tutto italiano” capeggia sulla nuova pubblicità di Moby-Tirrenia, quella che nelle ultime ore ha scatenato le più furiose polemiche, con molti utenti che hanno accusato la compagnia di traghetti di razzismo. “Navigare italiano non è solo uno slogan, è un impegno. Significa avere 5 mila lavoratori italiani altamente qualificati, per offrirvi un servizio veramente impeccabile. Vuol dire riconoscere il valore e la professionalità dei nostri connazionali e portare lavoro e fiducia nei nostri porti” si legge sul manifesto.

Lo spot ha scatenato la bufera sui social tra accuse di razzismo, applausi virtuali e dichiarazioni di fedeltà accanto a foto del nostrano Schettino che ricordano “è nato a Castellammare di Stabia” nel napoletano. “Mi sa che hanno scambiato le elezioni per un sondaggio di marketing”, “fanno bene e che c’è di male?” e “non è questione di razzismo, ma di priorità: prima l’Italia” cinguettano.

“Mi sa che hanno scambiato le elezioni per un sondaggio di marketing”, “fanno bene e che c’è di male?” e “non è questione di razzismo, ma di priorità: prima l’Italia” cinguettano.

Tra polemiche e lazzi, la compagnia di traghetti ha sentito il bisogno di spiegare. “Il Gruppo Onorato Armatori è orgoglioso di impiegare solo personale italiano o comunitario regolarmente assunto, piuttosto che personale extracomunitario sottopagato, impiegato con contratti non italiani, come accade in altre compagnie di navigazione” denunciano in un post su Facebook.

Il messaggio pare fosse rivolto ai concorrenti della Moby perché, accusano dalla compagnia, pur usufruendo di agevolazioni fiscali non avrebbero assunto come previsto come contropartita solo marittimi italiani o comunitari, ma extracomunitari e con contratti non regolari.

“Questo non ha niente a che vedere con la xenofobia – spiegano dalla Moby a proposito della campagna, firmata Testa, che non è nuova ma risale al settembre scorso -, ma è semplicemente un modo per tutelare, con orgoglio e fierezza, la grande tradizione della marineria italiana, per garantire un lavoro alla nostra gente e alle loro famiglie e difendere la dignità dei nostri connazionali”.

In collaborazione con Adnkronos

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