Migranti, salta l’accordo: “Niente condoni né sanatorie”

Il nodo sembra essere lo scudo penale per i datori di lavoro, che i 5Stelle non vogliono avallare

Non è ancora stato raggiunto l’accordo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nel settore agricolo. Sembrava fatta al termine del vertice notturno tra il premier Conte e i capi delegazione dei partiti della maggioranza giallo-rossa, quando era stato siglato un compromesso sulla norma di cui si discute da giorni che potrebbe interessare una platea fino a mezzo milione di stranieri, anche se le organizzazioni di settore stimano in 200mila i braccianti che mancano nei campi.

La regolarizzazione dei migranti, tema caro a Italia Viva e Partito Democratico, meno al Movimento 5 Stelle, è stata bloccata da Carlo Sibilia, sottosegretario all’Interno: “Per noi l’intesa non è chiusa, a me non risultano accordi e c’è un confronto aperto nel M5S e col capo politico Vito Crimi”. Il nodo sembra essere lo scudo penale per i datori di lavoro, che i 5Stelle non vogliono avallare. “Il Movimento non accetterà alcuna forma di scudo penale”.

Migranti, Sibilia:”Nessun accordo”

Sibilia ce l’ha soprattutto con la norma Bellanova, come riporta l’Adnkronos. “Nessuno comprende – accusa – come si possa immaginare un condono penale e amministrativa per chi questo reato” ovvero l’aver sfruttato lavoratori in nero nei campi “lo ha commesso e va perseguito per legge. A parte mi chiedo dove sia il buonsenso? Chi pensiamo possa andare in prefettura a dire ‘io avevo dei migranti irregolari nel campo, li ho sfruttati facendoli lavorare in nero’… Se non l’ha fatto fino a ieri, perché dovresti farlo ora? Oltretutto in questo modo -per Sibilia- si trasmettono due messaggi negativi: da un lato sembra che non si riesca a perseguire chi commette questo reato, mentre le nostre forze dell’ordine lo fanno ogni giorno, con impegno e dedizione; in secondo luogo diciamo all’imprenditore agricolo onesto di ispirarsi a quel mondo fatto di delinquenti, di chi evade le regole, perché nei fatti non vieni perseguito. Noi, come M5S, la politica del condono non l’abbiamo mai sostenuta, su nessun fronte, tanto meno in questo. Per il M5S ben venga la lotta dura al caporalato, ma nessuno sconto per i criminali, sia ben chiaro. Per noi l’intesa non c’è”.

L’accordo per la regolarizzazione dei migranti

La prima parte dell’accordo raggiunto in nottata riguardava i “regolarizzabili”, all’incirca 500 mila stranieri, e la durata del permesso di soggiorno e di lavoro temporaneo che dovrebbe essere di sei mesi. I Dem hanno ottenuto l’inserimento anche di coloro che svolgono ruoli domestici, quindi badanti e colf.
Accanto all’istanza del datore di lavoro ci sarà anche l’istanza del lavoratore, che otterrà un permesso temporaneo di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto, ma con verifiche più stringenti che provino di aver svolto in passato attività lavorativa nel settore agricolo. Solo se l’Ispettorato del Lavoro certificherà che gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato, potranno ottenere il permesso di ricerca di lavoro per sei mesi in attesa di trasformarlo poi in permesso di lavoro vero e proprio.

 

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