Microimprese italiane da record: leader in Europa nel dare lavoro

Microimprese italiane da record: leader in Europa nel dare lavoro

Occupano 8 milioni di persone: nessun altro Paese dell’Eurozona può contare su una platea di micro aziende così fondamentale per l’occupazione

(Teleborsa) Piccole eppure fondamentali per la nostra economia. Nel nostro paese, le imprese con meno di 20 addetti sono oltre 4 milioni (pari al 98,2 per cento del totale) e danno lavoro a 8 milioni tra operai e impiegati, pari al 56,4 per cento di tutti gli addetti del settore privato presenti in Italia, svolgendo dunque un ruolo centrale. Nessun altro Paese dell’Eurozona può contare su una platea di micro aziende così fondamentale per l’occupazione. Inoltre, secondo gli ultimi dati riferiti al 2015, le aziende italiane con meno di 20 addetti hanno generato 1.071 miliardi di fatturato che incidono per il 35,9 per cento sul totale nazionale. 

A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA. “Stimiamo – afferma Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi – che almeno il 70 per cento di questi piccolissimi imprenditori prima di mettersi alla guida della propria attività abbia lavorato come dipendente. Un’esperienza che è stata determinante per la formazione e il know how di questi titolari d’azienda che, tra le altre cose, hanno da sempre un rapporto con le proprie maestranze fondato sulla stabilità, il rispetto e l’amicizia. Valori che sono alla base degli straordinari risultati occupazionali ottenuti da queste realtà, nelle quali il lavoratore dipendente costituisce una risorsa e non, come spesso avviene nelle grandi imprese, un semplice numero”.

Nessun altro Paese dell’Eurozona può contare su una platea di micro aziende cosi fondamentale per l’occupazione– Nelle realtà italiane con meno di 20 addetti lavora dunque il 56,4 per cento degli occupati del settore privato; la media dell’Eurozona, invece, si attesta al 39,9 per cento, vale a dire 16,5 punti percentuali in meno rispetto all’Italia. Altrettanto significativi sono i risultati riportati dalla Francia e dalla Germania. Se nel primo caso l’incidenza è del 34,7 per cento, nel secondo scende addirittura al 30,5 per cento. A dimostrazione che in questi due Paesi, a trainare l’economia è la grande e non la piccola impresa

ASSE PORTANTE DELL’ECONOMIA – “Le nostre micro aziende – segnala il Segretario della CGIA Renato Mason – rappresentano l’asse portante dell’economia del nostro Paese e assolvono anche un ruolo sociale importantissimo. Purtroppo, ce ne accorgiamo quasi sempre troppo tardi, ovvero quando non ci sono più. Le chiusure di tantissimi piccoli negozi e botteghe artigiane avvenute in questi ultimi anni, infatti, hanno reso i centri storici e, soprattutto, le periferie delle nostre città più insicure e meno vivibili”.
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