Mezzo milione sui banchi per la Maturità. E dopo lavoro o Università?

Le prospettive dei giovani italiani una volta finita la scuola

Cuori che battono, sudorazione fredda, ansia incontrollata, queste le sensazioni che provano gli oltre 500 mila studenti che oggi affrontano la prima prova scritta della Maturità.
Dopo una notte che per molti sarà stata insonne, le nuove leve del futuro si trovano ad affrontare la lunga prova di italiano, che durerà sei ore. Le tracce scelte dal Miur vanno da Umberto Eco, i 70 anni di voto delle donne, il rapporto padre-figlio, il concetto di “confine” nell’attualità ed il Prodotto Interno Lordo.
Domani sarà la volta della prova di indirizzo, ossia Greco al Classico, Matematica allo Scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico mentre la terza prova, ribattezzata “quizzone”, si terrà lunedì 27 giugno.
Successivamente gli orali, che chiuderanno questa importante esperienza che molte persone ricordano come un incubo e molte altre come una liberazione.

I giovanissimi si troveranno poi di fronte ad un’importante scelta: lavoro o università? La strada che si deciderà di percorrere porterà dritto al raggiungimento dei propri sogni oppure si trasformerà in un duro scontro con la realtà. Il mercato del lavoro in Italia, infatti, stenta ancora a riprendersi, con un tasso di disoccupazione giovanile elevatissimo (36,9%), nonostante il successo delle iniziative messe in campo per i giovani dal Governo, come il progetto Garanzia Giovani. Secondo il Rapporto Isfol, infatti, tra i giovani che hanno usufruito di un servizio previsto da Garanzia Giovani, un terzo ha trovato lavoro a un mese della conclusione del percorso, il 40% a tre mesi e il 43% a sei mesi. In alcune zone del paese e in particolare nel Nord-Est tale percentuale raggiunge il 50%.

Molti vorranno invece continuare a studiare, ma con l’aiuto economico dei propri genitori. La crisi, oltre al calo demografico, infatti, ha portato ad una forte riduzione degli iscritti alle Università: secondo il Rapporto Almalaurea negli ultimi dodici anni sono state 70 mila le persone che hanno rinunciato agli studi universitari anche se a conti fatti un laureato ha più chance di trovare lavoro. A un anno dal titolo, infatti, risulta occupato il 74% dei laureati residenti al Nord e il 53% tra coloro che risiedono nelle aree Meridionali.

Una volta terminato anche questo percorso di studi cosa accadrà? Le statistiche ci dicono che a cinque anni dal conseguimento della Laurea, su cento laureati residenti al Nord, 7 se ne vanno per lavorare, prevalentemente all’estero; dal Centro, a spostarsi sono il 13% dei laureati, prevalentemente al Nord; il Sud perde oltre un quarto del suo capitale umano: il 26% lavora lontano dalla famiglia d’origine.
Insomma dopo tutta questa fatica i neolaureati potranno finalmente godersi il loro stipendio mensile, che ammonterà in media a 1.100 euro.

Mezzo milione sui banchi per la Maturità. E dopo lavoro o Univer...