Mercato del lavoro, lo “tsunami” Covid travolge donne e giovani

Aumentano settori e categorie che la pandemia ha letteralmente messo in ginocchio. Fotografia Cnel: "Rischio situazione esplosiva" 

Con l’Europa travolta dalla pandemia, dalla Francia alla Spagna passando per la Germania fino all’Italia, il quadro generale resta ovviamente dominato dall’incertezza. 

“Dobbiamo essere veloci perché chiaramente abbiamo bisogno di una spinta costante, di bilancio e monetaria”, ha detto oggi la Presidente della BCE Lagarde. Per questo il Recovery Fund “deve procedere speditamente e con efficienza, sulla base dei piani nazionali, alcuni già presentati e pronti per essere valutati, ci saranno critiche e manchevolezze, ma il lavoro procede. Speriamo che i prestiti partano rapidamente”. Se servirà un impegno finanziario maggiore attraverso gli acquisti per l’emergenza pandemica (Pepp), la Bce è pronta a “ricalibrare” il programma, ma se non ci sarà bisogno di spendere l’intero ammontare programmato finora, pari a 1.850 miliardi, questo non sarà speso, ha aggiunto.

Intanto, aumentano settori e categorie che la pandemia ha letteralmente messo in ginocchio. Più ombre che luci sul mercato del lavoro all’inizio del 2021. E’ quanto rileva il  “Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020” del CNEL- giunto quest’anno alla XXII edizione-  presentato ieri  Con donne e giovani che  – ancora una volta – pagano un prezzo altissimo. 

Nel dettaglio, i dati più drammatici riguardano l’occupazione giovanile con 2 milioni di Neet e quella femminile, già in una situazione critica pre-covid, con quasi una donna su due inoccupata, che si è ridotta di quasi 2 punti percentuali, ma non destano minore preoccupazione il mancato rinnovo dei contratti per oltre 10 milioni di lavoratori (77,5% del totale), l’inadeguatezza del sistema scolastico e formativo nella formazione delle competenze, l’aumento della povertà e delle disuguaglianze.

Non solo. La situazione è destinata molto probabilmente ad accentuarsi e diventare esplosiva con l’interruzione della cassa integrazione e la fine del blocco dei licenziamenti. Si teme che una parte degli esuberi verrà sicuramente ‘assorbita’ dall’economia sommersa non riuscendo a trovare un’occupazione in regola andando ad aumentare la quota già aumentata negli ultimi anni di lavoro nero. La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi.

GLI EFFETTI DELLA CRISI  – “La crisi prodotta dal Covid e dai provvedimenti adottati per contrastare l’emergenza sanitaria ha alterato in profondità il funzionamento del mercato del lavoro come dell’economia, con impatti diversificati per settori, per territori e per gruppi sociali, allargando divergenze e diseguaglianze storiche”, sottolinea il Presidente Tiziano Treu. 

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