Meno lavoro senza social network: l’esperimento in Baviera che rende efficienti i dipendenti

Meno ore di lavoro senza distrazioni e più tempo libero: ecco la ricetta per lavorare meglio e più felici

Meno lavoro senza social network: è questo l’esperimento che l’azienda Jobroller di Straubing in Baviera ha deciso di proporre ai suoi dipendenti: “Più tempo libero rende felici e produttivi”.

Il nuovo tipo di organizzazione è in vigore da ottobre 2017 e prevede poche e semplici regole: trenta ore di lavoro anziché quaranta, niente cellulare, né contatti con social network. L’obiettivo è disconnettere i dipendenti dalle possibili distrazioni, come l’invio di email personali e l’utilizzo di app di messaggistica come WhatsApp, non è concessa nemmeno la pausa pranzo. In compenso però sei ore filate invece di otto vengono pagate con lo stesso stipendio.

In nome della massima produttività è possibile scegliere due turni: iniziare alle 8 del mattino per terminare alle 14 o entrare in ufficio alle 11 per uscire poi alle 17. Guenter Dillig, amministratore di Jobroller e ideatore dell’esperimento, non ha dubbi: “Avere più tempo libero rende più felici e produttivi“. In cambio di una concentrazione maggiore sul luogo di lavoro, viene concesso più tempo libero, a parità di retribuzione. In un mondo del lavoro continuamente in divenire, la flessibilità degli orari è un tema dibattuto in Germania come in Austria, dove da settembre 2017 è stato fissato un tetto massimo di 60 ore settimanali.

La digitalizzazione del lavoro sta portando ad una maggiore necessità di flessiblità, con vantaggi e rischi ugualmente presenti: per questo i sindacati e le associazioni di categoria stanno discutendo sull’argomento, scontrandosi su alcuni nodi importanti. Il lavoro in remoto, l’homeworking sembra più diffuso, l’essere raggiungibili 24 ore su 24: gli argomenti di discussione sono ancora molti.

YouGov ha diffuso in Germania un sondaggio, secondo il quale il 53% degli intervistati sarebbe favorevole ad una riduzione dell’orario di lavoro, anche a fronte di una diminuzione di euro in busta paga. Dal canto suo, l’Istituto per le Ricerche sul Mercato del Lavoro (IAB) di Norimberga, il 50% degli uomini tedeschi e il 40% delle donne sarebbe felice di una riduzione dell’orario di lavoro di 2,5 ore.

Guenter Dillig sembra essersi portato avanti e ha dichiarato: “Quello che conta, alla fine, è il risultato. Il tempo libero nella vita è il bene supremo. Se i miei dipendenti si divertono di più sul lavoro portano anche maggiori risultati“. Lui è convinto di aver ideato un modello sostenibile dal punto di vista economico: “Vorrei che anche altre aziende avessero il coraggio di tentare questa strada. E per quanto ci riguarda, finché il fatturato è garantito, noi andiamo avanti”.

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