Melegatti dopo la crisi punta tutto sul Natale: nuovo progetto e nuove assunzioni

Melegatti pronto a sfidare la concorrenza, ancora incerte però le sorti di uno degli stabilimenti dell'azienda

Due anni fa la Melegatti interrompeva la sua produzione e, tra lo stupore degli utenti sui social e gli appelli dei lavoratori a rischio, diversi si erano mossi per cercare di salvare l’azienda. Dopo il periodo di crisi, però, il pandoro Melegatti tornerà sulle tavole degli italiani, attraverso un progetto che punta all’innovazione e all’incremento della forza lavoro.

Dietro il progetto di rilancio di Melegatti c’è l’imprenditore Roberto Spezzapria, da sempre attivo nel Veneto ma in un altro settore: quello della forgiatura dei metalli. È stato lui ad acquisire il marchio dopo il fallimento, decidendo di affidare la presidenza al figlio Giacomo Spezzapria.

Al momento la più grande sfida dell’azienda resta quella di riuscire a reggere il confronto con la concorrenza. Società come Bauli, Paluani e Maina sono riusciti a conquistare una grossa fetta di mercato e a rimanere competitive nel settore anche perché si sono specializzati nella produzione di specialità non legate a specifici periodi dell’anno. Non solo panettoni e pandori dunque, ma anche prodotti dolciari che sono stati venduti poi per tutto il resto dell’anno (permettendo alla produzione di non arrestarsi).

Il top di gamma di Melegatti – per ora – resta comunque il pandoro, per questo motivo l’azienda punta tutto su questo natale (e sulle feste imminenti). A tal proposito, come è stato annunciato, è stato deciso di investire sul marketing e la pubblicità. In televisione, per esempio, ripartiranno gli spot, ma campagne digital sono state messe a punto anche per raggiungere i social e gli utenti del web in generale.

Il nuovo progetto di Melegatti sembra inoltre concentrato a sfruttare al meglio tutte le opportunità che l’innovazione tecnologica ha oggi da offrire. La società, difatti, ha annunciato l’apertura di un e-commerce online, dal quale sarà possibile acquistare i prodotti Melegatti anche standosene comodamente seduti sul divano.

Affinché tutto questo sia possibile, e la produzione sostenibile, non riprenderanno a lavorare solo i “vecchi” operai assunti con un contratto a tempo indeterminato, ma l’azienda ha aperto le porte a ben 150 nuovi dipendenti con contratto a termine, chiamati anche questi a lavorare presso lo stabilimento di San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona.

Resta invece incerto il futuro del secondo stabilimento veronese, quello a San Martino Buon Albergo, aperto dai precedenti gestori di Melegatti interessati ad una produzione continuativa (ovvero tutto l’anno) ma mai utilizzato.

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