PROMO

Mancati pagamenti e insolvenze, il trend in Italia. Cosa aspettarci nel 2016

La concentrazione del rischio di insoluti ha raggiunto il 30% del totale nel Sud e Isole. Luci e ombre dal rapporto Euler Hermes

Da “tornare a vendere” a “tornare a farsi pagare“. E’ questo il nuovo paradigma per le imprese, alla luce dei risultati emersi nell’edizione 2016 del Report Mancati Pagamenti, lo studio sui trend dei pagamenti delle imprese italiane realizzato da Euler Hermes, sulla base del monitoraggio tratto dalla banca dati proprietaria costituita da oltre 450.000 aziende.
Uno scenario che lascia trasparire segnali di ripresa dopo tre anni di recessione, anche se la luce che appare in fondo al tunnel si deve ancora confrontare con la diffusa debolezza imprenditoriale e finanziaria concentrata nel nostro Sud e con criticità legate al quadro macroeconomico globale.
A fronte di difficoltà persistenti si fa ancora più pressante la necessità per l’Italia di ristrutturare il proprio settore bancario (il processo è avviato ma siamo solo all’inizio) e di colmare l’arretratezza italiana nello sviluppo di piattaforme finanziarie alternative in grado di sostenere rapidamente una parte del gap di liquidità per un numero elevato di piccole imprese e di famiglie.

In un contesto economico nazionale che volge al sereno, i trend dei pagamenti tra le imprese, un indicatore che si comporta da “cartina tornasole”, ne hanno beneficiato. Ecco in sintesi i quattro punti positivi emersi dallo studio:

  1. Giorni di incasso per un credito (DSO) rimangono elevati ma diminuiscono di 24 ore, attestandosi a 95gg in media nel 2015. Nel 2016 si attende un ulteriore diminuzione, arrivando a 94gg (contro una media europea di 60 giorni). L’agroalimentare e l’automotive sono i settori che hanno i tempi di pagamento più bassi.
  2. L’ammontare totale dei debiti scaduti è diminuito del 16%, nel 2015.
  3. Il valore medio di un mancato pagamento è diminuito del 19%, arrivando a quota 17.000 euro nel 2015. Il miglioramento è stato maggiore sul mercato domestico (- 22%), rispetto all’export (- 9%).
  4. Le insolvenze aziendali sono finalmente calate del 6% nel 2015 dopo 7 anni di crescita consecutivi. Nonostante le previsioni di contrazione del fenomeno (- 6% nel 2016 e – 7% nel 2017), le 13.800 aziende insolventi attese nel 2016, rappresentano ancora il doppio dei casi rispetto al 2007.
    servizi, sistema casa e meccanica.

Ma è dall’analisi dei trend su base regionale che emergono realtà più fosche. La concentrazione del rischio di insoluti ha visto infatti raggiungere il 30% del totale nell’Italia nel Sud e nelle Isole, allineandosi, quindi, anche allo scenario economico delle Regioni appartenenti a questa segmentazione. A influenzare negativamente il trend ci sono le performance della Campania, Calabria e Sicilia dove agroalimentare, Gdo e distribuzione petrolifera hanno fatto segnare incrementi di insoluti a doppia cifra. L’Emilia Romagna segna la maggiore crescita della severità (+24%) mentre il Trentino Alto Adige il più alto decremento, oltre a essere la regione che vanta la  più elevata incidenza di StartUp in Italia.

Infografica Mancati Pagamenti
Cosa aspettarci nel 2016?
Il capo economista della compagnia di assicurazione, Ludovic Subran, descrive uno scenario economico nazionale che evolve positivamente. “Nel 2015 in Italia si è registrata una crescita dello 0.6% e il Paese è finalmente riemerso dopo tre anni di recessione. Il 2016 sarà l’anno in cui l’Italia tornerà a crescere al di sopra del punto percentuale, più precisamente del + 1,1%, soglia non raggiunta dal 2010. I consumi saranno il principale driver della crescita economica, con un contributo del + 0,7%.” Gli investimenti raddoppieranno la loro performance (+ 1.3%, dopo il + 0.5% del 2015) mentre l’export, dopo aver registrato il suo miglior risultato dal 2011, rimarrà dinamico nel 2016 (+ 3.9%) ma il saldo netto contribuirà negativamente (- 0.2%) a causa della crescita più sostenuta delle importazioni. “Nel 2016 l’Italia beneficerà di 20 miliardi di euro in più sul fronte export, così come avvenuto nel 2015, mentre, i fatturati delle imprese cresceranno del +1% e i margini finanziari potranno migliorare lievemente (+ 0.1%), data la stabilizzazione dell’euro e dei prezzi del petrolio” conclude Subran.

Segnali positivi emergono anche dalle parole di Massimo Reale, direttore Rischi Euler Hermes.
“Il calo delle insolvenze e il miglioramento della liquidità nel sistema dimostrano il consolidamento del tessuto imprenditoriale, sempre più votato all’esportazione di “proximity” e meno esposto alle crisi dei Paesi emergenti. Il 2016 vedrà il consolidamento di questa tendenza insieme al rafforzamento della produttività, sia sulla manifattura che sui beni di investimento. A guidare la strada ci sarà ancora l’esportazione di “proximity”, ma i risultati di auto, elettronica e chimica non saranno da meno, tutti trainati finalmente anche dalla domanda interna. I prodotti di marca (incluso il sistema moda e il mobile arredo) contribuiranno a far segnare un trend positivo e il nuovo traguardo sarà la crescita della profittabilità delle aziende, dopo anni di riduzione dei costi e degli organici”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Mancati pagamenti e insolvenze, il trend in Italia. Cosa aspettarci ne...