Mamme che lavorano, uno sostegno da 500 euro al mese

Per chi ha figli fino a cinque anni un assegno mensile. I costi sarebbero coperti dalla crescita del Pil, che può salire fino al 0,3%

La proposta arriva da uno studio realizzato dal Corriere Economia – Università Bocconi: utilizzando lo strumento delle detrazioni fiscali, con una spesa di circa 5 miliardi di euro, lo Stato potrebbe aiutare i genitori che lavorano ad avere cura dei loro bambini. Una soluzione che consentirebbe l’ingresso di migliaia donne nel mondo del lavoro, facendo emergere l’occupazione in nero.

In pratica la proposta dal Corriere-Boccini intende presentare una misura semplificata, ovvero mettere a carico dello Stato l’intero costo di cura di un bambino, rimborsando la cifra sostenuta alle famiglie che lavorano. In questo modo si smetterebbe di mettere in competizione lo stipendio di una mamma con quello della baby sitter e permettere a un maggior numero di donne di accedere la lavoro.
Circa le spese da sostenere, se si trasferissero 500 euro per ogni bambino sotto i 3 anni, lo Stato spenderebbe un massimo di 7,1 miliardi di euro; 14 miliardi se si trasferissero 1.000 euro. Utilizzando la detrazione fiscale la spesa scenderebbe rispettivamente a 4,1 e 5,1 miliardi di euro.

Gli autori della ricerca avvertono che si tratta di un’analisi “neutra”, nel senso che non sono stati considerati trasferimenti differenziati per livelli di reddito, né la presenza di lavoro part time, né le rete familiari dei nonni a cui sono affidati i bimbi.

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Mamme che lavorano, uno sostegno da 500 euro al mese