Lavoro e malattia. Quando è necessario il certificato medico

Sono esonerati dall’invio del certificato all’Inps i lavoratori per i quali l’ente non è tenuto a corrispondere l’indennità di malattia (come, per esempio, gli impiegati e i quadri appartenenti a settori diversi da quello del commercio).

Il medico curante deve provvedere all’istituto di previdenza del certificato di diagnosi, il quale, allo scopo di consentire da parte delle autorità competenti eventuali verifiche, dovrà riportare il domicilio del lavoratore durante la malattia.

Il lavoratore ammalato deve rimanere a casa per essere a disposizione di eventuali controlli effettuati dai medici dell’Inps. L’obbligo di reperibilità è limitato alle seguenti fasce d’orario: dalle 10 alle 22 e dalle 17 alle 19, compresi le domeniche e i giorni festivi.
In caso di assenza ingiustificata è prevista la perdita totale dell’indennità per un massimo di 10 giorni. In caso di seconda assenza non giustificata, la riduzione dell’indennità è del 50% per il restante periodo di malattia.

Le cause che giustificano l’assenza al controllo del lavoratore sono: 1) la necessità di eseguire visite mediche che non si possono effettuare in orari diversi da quelli previsti per la reperibilità; 2) situazioni in cui è necessaria la presenza del lavoratore per evitare gravi danni a sé o a un suo familiare.

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