Maam, la piattaforma che trasforma la maternità in un master

Riccarda Zezza ha fondato la piattaforma "Maam - Maternity as a master", per dimostrare che dopo la maternità aumentano capacità e competenze, anche sul lavoro

Solamente pochi giorni fa è circolata la notizia del gender gap, che avrebbe portato le donne europee a lavorare gratis fino a Natale.

Proprio la presenza di questa disparità, favorisce la nascita di iniziative dedicate alle donne nel mondo del lavoro. Tra di esse, una che si sta distinguendo sempre più è “Maam – Maternity as a master“, piattaforma fondata da Riccarda Zezza, che vede la maternità al pari di un corso di formazione in grado di rendere le donne più forti e più competenti professionalmente. La fondatrice presenterà il progetto il 12 novembre a Tokyo, durante il roadshow di Ashoka, dove verranno selezionate le migliori innovazioni sociali a livello globale.

“Quando nasce un figlio, le donne sviluppano competenze tipiche del leader, come responsabilità, capacità di analisi, problem solving, empatia, gestione del tempo. E succede anche ai papà, se messi alla prova. Maam è il programma in grado di aiutare le neo mamme a essere solide e a far emergere e a valorizzare queste soft skill” afferma Zezza. La piattaforma è pensata per donne in dolce attesa e genitori con bambini da zero a tre anni, ma ha fatto anche breccia in grandi aziende come Luxottica e Ikea.

A partire dal 2015, è nata l’area digitale della piattaforma, con programmi online dedicati: “Ho scoperto il digitale che ci ha consentito di coinvolgere le imprese clienti in un programma on line. A metà del 2015 ho venduto il primo contratto della piattaforma web Maam con Poste italiane, che ha tremila maternità all’anno”. Attualmente, sono 40 le aziende che in Italia hanno scelto di lavorare con Maam, tra cui Enel, Eni, Coca Cola, Oviesse, Penny market, Bottega veneta, Unicredit, Unipol. Adesso è il momento di andare alla conquista dell’estero, grazie anche alle iniziative di crowfunding e business angel, che hanno permesso di arrivare a 600 mila euro raccolti.

“Il nostro fatturato nel primo anno è stato di 170mila euro, il secondo di 330mila, nel 2018 è più che raddoppiato e siamo a 700mila euro” ha riportato l’imprenditrice Zezza. Tremila mamme e mille papà stanno partecipando ora al master formativo: i primi duemila che ne hanno preso parte, hanno confermato un miglioramento delle competenze del 35%.

“Da queste persone noi raccogliamo tantissimi dati con cui perfezioniamo il metodo e ci fanno essere un passo avanti rispetto agli eventuali concorrenti che arriveranno” continua Zezza, nata a Napoli, cresciuta a Roma e con una carriera in azienda. Carriera che incontra difficoltà dopo le due maternità: “Avevo l’impressione di un grandissimo spreco; mi sentivo equilibrata e organizzata, non era necessario che facessi un passo indietro, ma le aziende di solito si pongono in una posizione non incoraggiante: devi gestire una complessità familiare, quindi puoi fare a meno del lavoro. In realtà non dipende tanto dall’azienda ma dalle persone con cui hai a che fare. C’è sempre qualche capo che ti fa sentire in colpa per essere diventata madre. Mi dicevo, se è successo due volte a me, con un marito che guadagna bene, un backround, la laurea, figurati a quelle meno fortunate. E lì ho deciso di mettermi in proprio. È un momento definito generativo, decidi di fondare cose nuove, è normale ma non lo sapevo. Mio marito è stato uno dei primi investitori nella mia società”. Un marito che è stato fondamentale per poter dare vita al progetto: “Se non ci fosse stato un papà che pensava ai bambini, non mi sarei potuta permettere il lusso di fare la startup“.

Lavoro, ma anche famiglia: questo è il fulcro di Maam e di Riccarda stessa, per cui fondamentale è tornare a casa tutti i giorni alle 18 e stare con i bambini: “Sono le tre ore che passo con i miei figli perché ne ho bisogno per ricaricarmi; del resto è il tema di Maam. Sto cercando di dimostrare che si può fare la startup ma senza ossessione, avere uno sguardo più ampio può essere un beneficio per il business”. L’idea sembra funzionare: “L’85% dei partecipanti ci dice che torna a lavorare sentendosi più efficiente. Abbiamo lanciato un tool aggiuntivo per i manager e per gli uomini che non avevano preso il congedo. Adesso vogliamo consolidare l’Italia che se lo merita, anche se è un paese con incertezze pazzesche”.

Maam non è però solo Italia, ma anche visione internazionale: “Siamo stati in Germania, Ungheria, Turchia, le aziende ci chiedono di andare all’estero. Puntiamo a un modello di sviluppo internazionale; in Benelux abbiamo consulenti pronti a partire per vendere a clienti tipo Boston Consulting che ha già firmato un contratto per Grecia e Turchia”. Insomma, le prospettive promettono grandi orizzonti. Per mamme e papà.

Maam, la piattaforma che trasforma la maternità in un master