Ma che millennial! I veri innovatori sono i cinquantenni

I millennials conoscono bene le nuove tecnologie? Una ricerca effettuata in Inghilterra li mette a confronto con i cinquantenni, i risultati sono strabilianti

A detta di molti i lavoratori che hanno superato la soglia dei cinquant’anni non possono più competere con le nuove generazioni dei millennials, in quanto meno produttivi e poco aggiornati sulle ultime novità tecnologiche presenti sul mercato. Secondo alcune recenti ricerche però, questo luogo comune sarebbe totalmente privo di fondamenta e per nulla veritiero. A sottolinearlo sono gli studiosi che lavorano all’Ipsos Mori, un’impresa inglese che da anni si occupa di svolgere e pubblicare curiose ricerche di mercato.

La società ha raccolto un campione di circa quattromila persone di età molto variabile e le ha sottoposte ad un test che mirava a valutare le loro conoscenze tecnologiche. Gli esiti della ricerca sono stati stupefacenti e del tutto inaspettati. E’ risultato infatti che i soggetti di età superiore ai cinquantacinque anni sono soliti usare, in media, ben cinque diverse tipologie di apparecchi informatici. Un risultato che crea molto scalpore, sopratutto se paragonato a quello ottenuto dalle giovani generazioni, le quali si fermano all’uso di quattro apparecchi.

D’Altro canto invece, i cinquantenni, si dimostrano essere molto più predisposti a prendere confidenza con le moderne apparecchiature informatiche. Persino l’uso simultaneo dei vari dispositivi, se sfruttati per portare a compimento le proprie mansioni lavorative, viene visto come un fatto molto meno complicato e preoccupante dai lavoratori e dagli operai che non sono più nel fiore della loro giovinezza. Leggendo i risultati emessi dalla ricerca infatti, solamente una piccola cifra che si aggira intorno al 10% degli ultra cinquantenni che hanno prestato la propria disponibilità a svolgere il test, affermano di riscontrare alcune difficoltà nell’utilizzare più di un apparecchio tecnologico.

Al contrario, la percentuale tende a salire nettamente se ad essere analizzati sono i risultati ottenuti dai millennials. Rob Baesman, uno scienziato che presta servizio presso l’università di Boston, si sbilancia e rilascia alcune personali ipotesi atte a dare una spiegazione al buffo fenomeno. Baesman sostiene quindi che gli anziani siano dotati, per loro natura, di una maggiore pazienza e quindi, di conseguenza, prestano tutto il loro impegno per riuscire ad utilizzare al meglio le nuove tecnologie offerte dal mercato.

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