Rinnovi contrattuali, fa discutere il modello “Luxottica”

L'azienda veneta concorda con i sindacati una formula innovativa per sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori

 

Una specie di welfare integrativo, che si concretizza in aiuti per l’istruzione, la sanità e in bonus acquisti. E’ questo il contenuto dell’accordo messo a punto tra il gruppo Luxottica di Agordo e le rappresentanze sindacali. Si tratta di uno strumento innovativo che intende sostenere il potere di acquisto di operai e impiegati attraverso un sistema di incentivi non monetari.

In particolare sono previste otto aree di intervento:
1) saranno attivate convenzioni con le catene distributive per acquisti scontati e offerte;
2) medicina: anche qui si utilizzerà la carta delle convenzioni con centri medici e di diagnostica;
3) cure odontoiatriche e pediatriche: tramite accordi di giocherà la carta sconti e agevolazioni;
4) trasporti: partecipazioni alle spese per abbonamenti e biglietti;
5) assistenza alle famiglie con la presenza di portatori di handicap, anziani e figli tossicodipendenti;
6) istruzione scolastica: aiuti per l’acquisto di libri e corsi di lingua straniera;
7) scuola: borse di studio per i figli dei dipendenti più meritevoli;
8) promozione della mobilità sociale: aiuti alle famiglie con figli che desiderano studiare lontani da casa.

L’impegno preso dell’azienda veneta rappresenta una novità e sta facendo discutere. Ci si chiede se questo genere di decisione, fortemente improntato sulla solidarietà e sul welfare, possa essere preso come modello per futuri rinnovi contrattuali.
Calcolatore alla mano la risposta non può che essere positiva. Secondo un’analisi realizzata dal Il Sole 24 Ore, dato 100 euro il valore dell’aumento dell’azienda, se erogato in denaro, nella tasche del lavoratore, al netto di tasse e contributi, rimangono 50 euro. Ebbene se i cento euro sono dirottati in servizi sociali, il valore quantificabile, secondo il quotidiano milanese, sarebbe attorno ai 130 euro.

Fino qui l’aritmetica. Ma è ovvio che sulla bontà di un simile accordo vanno fatte altre considerazioni. Una su tutte: è possibile estendere un simile modus operandi alla realtà delle piccole e medie imprese? Le caratteristiche dell’intervento fanno pensare che un simile pacchetto di convenzioni sia subordinato al numero dei lavoratori coinvolti e al peso contrattuale ed economico dell’azienda.

Inoltre rendere istituzionale un sistema di welfare privato, fissato per contratto e attraverso previsioni legislative, potrebbe dare il via al progressivo smantellamento del sistema di protezione sociale pubblico o a un suo forte ridimensionamento.  La tentazione di contare su sistemi di solidiarietà proto-aziendali per operare tagli e ristrutturazioni sarebbe forte. Soprattutto in un paese con un debito pubblico da terzo mondo. L’America, in fondo,  non è così lontana.
(F.C.)

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