Terrorismo: ma l’Italia è davvero pronta contro eventuali attacchi?

A Padova il sindacato di Polizia denuncia l'insufficienza di mezzi e uomini

Se da un lato cresce – con l’approssimarsi del Giubileo a Roma – l’allarme su possibili attentanti di matrice islamista anche in Italia, le rassicurazioni provenienti dal mondo politico cozzano inevitabilmente con quella che, almeno in alcune situazioni, è la realtà dei fatti. Specie per quanto concerne la preparazione dei nostri reparti anti-terrorismo. Siamo realmemnte preparati a fronteggiare una minaccia di tale portata? Stando ad alcune evidenze, come la denuncia che viene da Padova, sembrerebbe proprio di no.

IL CASO PADOVA – Un caso clamoroso, sollevato dal locale sindacato di Polizia, in cui si denunciano l’insufficienza di uomini e giubbotti antiproiettile: “I giubbotti antiproiettile in dotazione alla Questura erano 160, adesso sono meno di 20 – dichiara al Gazzettino di Padova Mirco Pesavento, del sindacato di Polizia Sap -. Da tempo abbiamo una vertenza aperta con il nostro Dipartimento nazionale su questo tema e oggi sono intenzionato a parlarne nuovamente al Questore”. “Dei mille uomini in forza alla Questura – aggiunge – solo il Reparto Mobile e il Reparto prevenzione crimine hanno una dotazione sufficiente. Tutti gli altri (almeno un centinaio ndr) no. Anzi le dico di più. Ci sono altri tipi di giubbotti, quelli denominati sotto camicia: in Questura ne abbiamo meno di 10. Molti agenti hanno speso 600 euro per comprarselo autonomamente. Guardi, mi pare che vogliano fare le nozze con i fischi secchi. E siccome anche ai carabinieri è stata data l’indicazione di metterli da oggi, voglio vedere se li hanno”.

L’UNITA’ ANTI TERRORISMO CHIUDE ALLE 20:00 – Ma quello che lascia sconvolti è l’orario di lavoro del nucleo anti-terrorismo, l’Uopi” (Unità operative pronto intervento), varato in estate. In teoria, sono i militari addestrati ad intervenire in caso di attacco terroristico. “Il Sap – continua Pesavento – ha criticato non la loro istituzione ma il fatto che tutti i 26mila poliziotti che operano quotidianamente dovrebbero essere formati. Non solo: la selezione è stata fatta prendendoli dai reparti operativi che dunque sono stati ulteriormente impoveriti. Del resto con 3 miliardi di tagli in tre anni… Insomma, certo che sono utili. Ma tutti gli altri?”. Non solo. “Quando a Roma ci hanno presentato l’iniziativa dovevamo mantenere il più alto riserbo. Dopo due giorni in televisione dissero pure gli orari d’impiego, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20. E se i terroristi colpiscono più tardi? C’è la reperibilità. Bella idea sbandierarlo”.

Ma la questione non è solo di portata locale: sul Fatto Quotidiano, in previsione del giubileo, un’inchiesta parla chiaramente di 12.000 giubbotti antiproiettile complessivamente in dote alle forze dell’ordine, di cui soltanto 3.500 non “scaduti”, laddove ogni 10 anni andrebbero sostituiti. I tagli che dal 2005 hanno colpito i reparti di sicurezza hanno reso impossibile rinnovare la dotazione.

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