L’Italia incrocia le braccia. Sciopero generale nel settore pubblico

(Teleborsa) – Venerdì nero per il settore pubblico a causa dello sciopero proclamato dai sindacati di base. Ad incrociare le braccia il settore pubblico dai trasporti alla scuola, dalla sanità alla  Pubblica Amministrazione. 

L’agitazione proclamata dai Unione Sindacale di Base (USB) Unicobas e Unione Sindacale Italiana (USI) servirà a protestare contro “il Governo abusivo di Renzi per riportare al centro il lavoro, il salario, i diritti e difendere la Costituzione impedendo una deriva centralista ed autoritaria che si nasconde dietro la contro riforma Costituzionale”, spiega una nota di USB. 

Domani 22, ottobre a Roma arriveranno i cittadini la per la “prima Manifestazione nazionale per il NO convocata da un amplissimo arco di forze sociali sindacali e politiche fra cui anche la Confederazione USB”. La manifestazione partirà da Piazza S. Giovanni dopo che per tutto il pomeriggio e la notte tra il 21 e il 22 ottobre quella piazza sarà teatro di dibattiti, speaker corner, musica”.

Tra le categorie coinvolte dallo sciopero:

Agenzie fiscali, enti locali, ministeri, parastato presidenza del consiglio, ricerca, scuola e Università Sanità.

Per quanto riguarda i trasporti, nel trasporto aereo è coinvolto il personale navigante e operativo con il rispetto delle fasce e dei voli garantiti.

Per le Ferrovie, il personale addetto alla circolazione dalle 09.01 alle 17. Il personale fisso per l’intero turno.

Trasporto marittimo: personale viaggiante da un’ora prima delle partenze del 21 ottobre e il personale amministrativo per l’intero turno. Disagi anche per i collegamenti con le isole minori: personale viaggiante da mezzanotte alle 24:00 del 21 ottobre. Intero turno per il personale amministrativo.

Trasporto pubblico locale: intera giornata col rispetto delle fasce di garanzia che variano da città a città.

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