Licenziamenti, ipotesi di proroga e emendamento per sblocco il 30 settembre

Blocco licenziamenti, flessibilità contratti a termine: le novità della legge di conversione del Decreto Sostegni bis. E tra gli emendamenti ce n'è uno per far slittare il blocco a fine settembre.

Il pacchetto lavoro nell’ambito della conversione in legge del dl Sostegni bis prevede diverse misure che riguardano il blocco dei licenziamenti – che in generale termina il prossimo 30 giugno – per alcuni specifici settori industriali, particolarmente colpiti dalla crisi, accompagnato da adeguati ammortizzatori sociali.

Le misure già previste

Le misure più importanti tra quelle già previste dal decreto:

  • esonero dal contributo addizionale per i datori di lavoro che dal primo luglio chiedono la cig ordinaria, collegato al blocco dei licenziamenti;
  • nuovo contratto di rioccupazione, con esonero contributivo e progetto di reinserimento lavorativo;
  • contratto di espansione esteso alle imprese con almeno 100 dipendenti;
  • nuovi ammortizzatori sociali.

Le possibili modifiche

Diverse le modifiche allo studio del governo. Tra queste:

Emendamento Pd: blocco al 30 settembre

Cig Covid fino al 30 settembre per le imprese in crisi e blocco dei licenziamenti nel periodo di fruizione della Cig. E’ quanto prevede un emendamento chiave del Pd al dl Sostegni Bis per sciogliere l’impasse sullo sblocco dei licenziamenti che scatterebbe dal 30 giugno. A quanto apprende l’Adnkronos, la proposta di modifica depositata in commissione Bilancio prevede altre 13 settimane di Cassa Covid dal primo luglio per le imprese che sottoscrivono un apposito accordo con le organizzazioni sindacali e che appartengono ai settori ancora in crisi, individuati con decreto ministeriale (lavoro-sviluppo economico). Durante questo periodo le imprese interessate non potranno licenziare.

Tecnici Camera

Sul dl Sostegni Bis servono ulteriori chiarimenti sulla platea e l’indennizzo medio dei ristori. E’ quanto rilevano i tecnici della Camera nel dossier sul decreto. “Andrebbero acquisiti gli ulteriori elementi di valutazione necessari ai fini della verifica della quantificazione (platea interessata e importo medio del contributo): ciò anche al fine di verificare la congruità delle risorse previste ad assicurare l’integrale soddisfacimento delle richieste”, si legge nel documento. Chiarimenti che “appaiono necessari anche in considerazione del fatto che la disposizione non configura l’onere come limite di spesa né è previsto un meccanismo di salvaguardia volto a contenere la spesa complessiva entro l’importo indicato”, aggiungono.

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