In 6 anni spariti oltre 50mila negozi

La liberalizzazione del commercio ha portato risultati discutibili negli ultimi anni. Questo l'esito dell'elaborazione di Confesercenti

Negli ultimi anni il commercio in Italia si è sempre più indirizzato verso i grandi centri, lasciandosi alle spalle una ricca scia di ‘piccoli’ negozi cittadini, costretti a chiudere i battenti. La liberalizzazione del commercio del Governo Monti ha contribuito in maniera decisiva a tale processo. Negozianti liberi di restare aperti 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, domeniche e festivi compresi.

Trascorsi sei anni, è tempo di tirare le somme. Ben 55.951 negozi, con superfici inferiori ai 400 metri quadrati, sono stati costretti a chiudere. Il periodo posto ad analisi va da 2011 al 2017, e in tale lasso di tempo sono aumentati i megastore sul territorio italiano, di oltre 2.400 unità. Sono questi i dati che emergono da un’elaborazione di Confesercenti, in vista delle audizioni previste da martedì 25 settembre, su cinque proposte di legge a tema liberalizzazioni, per modificare o abrogare le norme contenute nel decreto ‘Salva Italia’.

Lasciare assoluta libertà di scelta in termini di orari, rivela Confesercenti, in aggiunta al calo dei consumi delle famiglie italiane, ha portato a un pesante contraccolpo per gli esercizi commerciali di minori dimensioni, ovvero quelli con superfici inferiori ai 50 metri quadrati. In questo ambito si registrano infatti 31.594 chiusure, mentre sono 22.873 quelli tra i 50 e i 150 mq. Decisamente inferiori le perdite tra i 150 e i 250 mq, ovvero 754, mentre sono 730 quelli tra 250 e 400 mq.

Numeri impressionanti, contrapposti a quelli decisamente positivi della Gdo (Grande distribuzione organizzata), che nei sei anni presi in considerazione ha ottenuto guadagni per 7 miliardi di euro. Si tratta di un incremento notevole, del 3%, a danno dei piccoli esercizi. Se si guarda al 2011, anno d’inizio analisi, la quota di mercato di Gdo era del 57.7%, salita al 60.2% nel 2016.

L’analisi si scaglia infine sulla questione occupazionale. Si sottolinea infatti come la liberalizzazione abbia non solo inciso negativamente in termini di sviluppi degli esercizi tradizionale, ma al tempo stesso non sia stata fautrice di nuovi posti di lavoro. Tra il 2012 e il 2016 infatti si è passati da 1.918.675 a 1.888.951 occupati in ambito commerciale, con una perdita di 29.724 posti di lavoro.

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In 6 anni spariti oltre 50mila negozi