Le regole dell’abbigliamento al lavoro cambiano. Ecco come

Nel mondo anglosassone soprattutto, il "dress code" è in continua evoluzione

Esiste un modo universalmente appropriato per vestirsi in relazione al lavoro? probabilmente no, anche perchè entrano in ballo troppi parametri soggettivi. Ma certo esistono anche delle regole oggettive che andrebbero seguite se non altro per non sembrare il classico pesce fuor d’acqua. E’ ancora necessario indossare l’abito nei settori più “conservatori”, mentre per chi non ha questo tipo di obbligo è comunque consigliabile seguire alcune semplici regole.

E’ dunque possibile vestire casualtenendo un aspetto professionale? E se sì, come? Abbiamo parlato con alcune start-up di vendita al dettaglio e un esperto di immagine e di consulenza per capire come muoversi.

REGOLA 1: PREOCCUPARSI
Sylvie Di Giusto, esperta e consulente d’immagine, è diretta: “Molta gente pensa che vestirsui casual equivalga a non preoccuparsi granchè di ciò che si indossa. Niente di più sbagliato! Vestire casual ma con cura e stile testimonierà che ci si preoccupa eccome, senza bisogno di vestire classico”.

REGOLA 2: ABBIGLIAMENTO ADEGUATO AL SETTORE
“Le persone che lavorano nella finanza in genere vestono più conservativo rispetto alle persone che lavorano nelle industrie creative – continua la Di Giusto – e questo è inevitabile. Non si può far brutta figura con un bel vestito, ma è giusto considerare che a volte è troppo in un contesto più rilassato come una redazione, un’azienda creativa o più recentemente nelle start up tecnologiche”.

REGOLA 3: MAI ABUSARE
Una cosa da evitare è l’abuso sul luogo di lavoro di vestiti che hanno tutt’altro scopo. “Sul casual – dice Di Giusto – la geste tende ad abusare. C’è chi indossa activewear come i pantaloni yoga di Lululemon, o il flip-flop da spiaggia. Ebbene, la roba da spiaggia va in spiaggia, e quella da yoga a yoga. Il 99% di chi indossa quel tipo dim pantaloni, vi posso assicurare, non ha mai visto una lezione di yoga. Però li mette sul posto di lavoro”.

REGOLA 4: NON SEI ZUCKERBERG
Certe “libertà” si conquistano strada facendo. “Finché non avrai creato una società da miliardi di dollari in garage, non avrai il diritto di indossare felpa e ciabatte sul posto di lavoro” – ha detto Di Giusto . ” Se non sei Mark Zuckerberg, lascia perdere”.

Leggi anche:
In ufficio con stile! Ecco l’accessorio rivoluzionario per il look perfetto
Novità: Se fai un colloquio il latino vale come l’inglese
“Lavoro noioso”. Manager fa causa all’azienda
La felicità dei dipendenti è la chiave per produttività e fedeltà aziendale
Arriva il reddito minimo di felicità. L’idea è di una ragazza di 25 anni
La svolta green: soldi a chi va a lavorare in bicicletta

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Le regole dell’abbigliamento al lavoro cambiano. Ecco come