Lavoro, vietato l’impiego prima dei 16 anni – Per chi viola la legge previsti l’arresto o un’ammenda fino a 5.164 euro

Per chi viola la legge previsti l'arresto o un'ammenda fino a 5.164 euro

 

Dal prossimo 1° settembre l’età minima per l’assunzione al lavoro passa dagli attuali 15 a 16 anni. La novità, ribadita da una nota del ministero del Lavoro, è una diretta conseguenza dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 10 anni previsto dalla Finanziaria 2007. La pena prevista per i datori di lavoro che contravverranno al nuovo limite di età è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 5.164 euro.

Il collegamento tra adempimento scolastico e accesso al lavoro è stabilito da una “vecchia” legge: la n. 977 del 1967. L’articolo 3 stabilisce che “L’età minima per l’ammissione al lavoro è fissata al momento in cui il minore ha concluso il periodo di istruzione obbligatoria e comunque non può essere inferiore ai 15 anni compiuti”.

Da allora norme e regolamenti hanno variato la lunghezza dell’obbligo, fino ad arrivare alla riforma Moratti (art. 7, legge n. 53/2003) che  fissò il periodo minimo di istruzione a 8 anni.

Poi è arrivata la legge finanziaria di quest’anno. “L’istruzione impartita per almeno 10 anni è obbligatoria e finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età. L’età per l’accesso al lavoro è conseguentemente elevata da 15 a 16 anni…”.
Così recita il comma 622, articolo1, della manovra di fine anno che, all’ultimo capoverso, aggiunge: “l’innalzamento dell’obbligo di istruzione  decorre dall’anno scolastico 2007/2008“.

La novità scaturita dalla Finanziaria è stata confermata dalla nota del ministero del Lavoro n. 9799/2007.
L’intervento ministeriale ha evidenziato, per prima cosa, che il principio fissato dalla legge del 1967 di collegare l’accesso al lavoro all’assolvimento dell’obbligo scolastico è diretta conseguenza del dettato costituzionale.

Un principio che, come ha evidenziato la nota, è fatto proprio dalla legge finanziaria, laddove si afferma che l’innalzamento dell’obbligo d’istruzione ad almeno 10 anni determina come conseguenza l’aumento da 15 a 16 anni dell’età per l’accesso al lavoro.

Il documento si chiude, infine, con una nota operativa. Viene precisato che, indipendentemente dall’entrata in vigore della Finanziaria, avvenuto lo scorso 1° gennaio, solo dal 1° settembre decorre l’innalzamento a 16 anni dell’età di ingresso al lavoro per minori. Mentre fino al 31 agosto tale età rimane ferma 15 anni.

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