Lavoro, terzo trimestre in chiaroscuro: primo calo dei contratti stabili dopo 30 mesi

Lo dicono i dati congiunti Istat-Inps-Ministero del Lavoro e Anpal. Tasso di occupazione vicino ai livelli pre-crisi, boom del lavoro a chiamata

(Teleborsa) Sono sempre dati in chiaroscuro quelli che fotografano la situazione del lavoro in Italia. Una coperta ancora troppo corta che non riesce ad allontanare le nubi anche se non mancano degli incoraggianti segnali positivi che fanno ben sperare per il futuro.

Se, infatti, da un lato la notizia positiva è che l’occupazione si riavvicina ai livelli pre crisi, dall’altro le tipologie dei contratti mettono evidenziano un sempre maggiore ricorso alle forme a tempo determinato a scapito di quelle a tempo indeterminato. 
Numeri alla mano, infatti, dopo due anni e mezzo, infatti, i contratti a tempo indeterminato mostrano la prima flessione (-6 mila) mentre le posizioni lavorative con contratto a termine raggiungono il massimo storico (1,86 milioni).
Lo rivela la  nota trimestrale dell’ISTAT che rileva come, nel complesso, comunque l’occupazione continui a crescere su base annua e in termini congiunturali. Incremento che resta ancora “interamente determinato dalla componente del lavoro dipendente” in termini sia di occupati (+2,3%) sia di posizioni lavorative riferite specificamente ai settori dell’industria e dei servizi (+3,6%).
Il lavoro indipendente continua a diminuire a livello sia tendenziale (-99 mila occupati, -1,8%) riguardando in oltre la metà dei casi i collaboratori, sia congiunturale (-22 mila occupati, -0,4%) sebbene con ritmi meno intensi in confronto allo scorso trimestre.
Boom del lavoro a chiamata nel terzo trimestre 2017 + 77,9% : nel periodo – si legge ancora nella nota – si registra una nuova “forte crescita” (+77,9% sull’anno) dopo quella registrata nel secondo trimestre (+75,6%), soprattutto a seguito dell’abrogazione dei voucher. I lavoratori a chiamata o intermittenti registrano un aumento assoluto di 95.000 unità passando da 122.000 a 217.000. Prosegue anche il significativo aumento del numero dei lavoratori somministrati (+23,8%).
Intanto, sempre restando in tema di lavoro, vera emergenza dei nostri tempi, fa riflettere un dato: in Italia il 35% delle persone fa un lavoro che non ha nulla a che vedere con il percorso di studi fatto. Lo ha messo in evidenza il report dell’Ocse “Ottenere le giuste competenze”, pubblicato questa mattina.
Lavoro, terzo trimestre in chiaroscuro: primo calo dei contratti stabi...