Lavori più richiesti nel futuro: 3,5 milioni di opportunità nella sicurezza informatica

Sono differenti gli studi ed i profili per potersi avvicinare a questo settore. L’importante è mantenersi sempre aggiornati

Si stima che il settore della cybersicurezza nei prossimi cinque anni triplicherà il numero di posizioni lavorative. Lo conferma Wyser (Gi Group) che, oltre ad aver realizzato un’analisi dettagliata, ha redatto una strategia rivolta alle aziende che riconoscono l’importanza della sicurezza contro il crimine informatico.

Sono molte, quindi, le opportunità per chi è in cerca di lavoro. Le aziende che attualmente cercano di coltivare talenti di questo settore al proprio interno appartengono ai più svariati campi professionali: in primis, troviamo i servizi professionali (37%), ma ci sono molte richieste anche da parte del mondo della finanza (13%), della difesa (12%) e della sanità (6%).

Per poter svolgere queste professioni, sono diversi i percorsi formativi che si possono affrontare: dalla laurea in ingegneria, a quella in economia, da giurisprudenza a scienze politiche. L’importante, per potersi avvicinare a questo ambito, è il rimanere sempre aggiornati con corsi di perfezionamento specifici, nonché certificazioni riconosciute.

Carlo Caporale, amministratore delegato di Wyser Italia afferma: “L’87% degli esperti di cybersecurity, nel mondo, non ha iniziato la propria carriera in questo settore. Essere troppo rigidi nella scelta iniziale rischierebbe di far scartare a priori talenti che presentano una formazione alternativa a un percorso più tradizionale, ma non per questo meno valido”.

Seppur arrivare entro il 2021 alla cifra di 3,5 milioni di personale specializzato sia una cifra straordinaria, difficilmente raggiungibile, sono molti i giovani che stanno tenendo in considerazione una carriera nel settore della sicurezza informatica. Ed è opportuno che anche altri ragazzi si pongano l’obiettivo di poter lavorare in questo campo, date le numerose prospettive che la cybersicurezza offre.

L’Italia, in particolare, avrà seriamente bisogno un giorno di questi talenti. Ad alimentarne questa esigenza è stato in particolare l’arrivo del GDPR, il General Data Protection Regulation, che obbliga le aziende a curare con meticolosità la sicurezza dei dati. Dal 25 maggio è, infatti, entrato in vigore questo regolamento che coinvolge numerosi professionisti. Ad esempio, gli studi di grandi dimensioni devono già valutare la possibilità di dotarsi di un responsabile della protezione dati, il quale si occuperà anche delle relazioni internazionali.

Carlo Caporale conclude dichiarando che: “L’adeguamento delle aziende in seguito all’introduzione del nuovo regolamento in materia di privacy è un chiaro esempio della velocità con cui questo settore si evolve. Tutto ciò richiede da una parte che il professionista si aggiorni con costanza, anche quando ha raggiunto una posizione stabile, e dall’altra che l’azienda contribuisca alla sua continua formazione con piani d’investimento strutturati: solo così potrà vincere la sfida di risultare attrattiva agli occhi di nuovi talenti e anche a quelli delle proprie risorse, per essere così vincenti sul mercato”.

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