Lavoro, sempre più apprendisti e precari. Giù i contratti “stabili”

(Teleborsa) – Frenano le assunzioni in Italia, ma soprattutto i contratti a tempo indeterminato, che non beneficiano più della convenienza della decontribuzione sui nuovi contratti stilati con il Jobs Act. Un trend in atto da inizio anno, quando la riduzione dell’esenzione sulle imposte ha fatto rallentare un mercato del lavoro che nel 2015 aveva conosciuto un boom, complice l’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni..

Secondo l’ultimo Osservatorio sul precariato dell’INPS, le assunzioni sono risultate poco più di 4,8 milioni nei primi 10 mesi dell’anno, con una riduzione di 347 mila unità è del 6,7% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (491 mila).

Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-34,1%).  Aumentano invece i contratti a tempo determinato, pari a 3,1 milioni, in aumento sia sul 2015 (+4,9%) sia sul 2014 (+7,6%).

Per i contratti in apprendistato si conferma il trend di crescita già rilevato nei mesi precedenti: rispetto all’analogo periodo del 2015, le assunzioni in apprendistato aumentano di 38 mila unità (+24,5%). I contratti stagionali registrano una riduzione del 7%.

Più in generale, nei primi dieci mesi del 2016, nel settore privato, si registra un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni di 497 mila unità, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2015 (+636.000) e superiore a quello registrato nei primi dieci mesi del 2014 (+313.000). Le cessazioni nel complesso risultano diminuite del 4,6%.

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