Lavoro, per i giovani la crisi è peggio di una guerra. Anche in Europa sono a rischio povertà

L'allarme del Fondo Monetario Internazionale

(Teleborsa) Per i giovani la crisi ha avuto, e continua ad avere, più o meno, gli effetti di una guerra. Tante le vittime, moltissimi i feriti. Davvero pochissimi quelli che sono rimasti illesi.  E se in Italia le cose vanno male,  non sembra andar meglio neppure in Europa.

I PADRI STANNO MEGLIO DEI FIGLI – A lanciare l’allarme è il Fondo monetario internazionale che punta i riflettori sull’ineguaglianza tra generazioni  nell’Unione europea. Sono i giovani il gruppo anagrafico a maggior rischio di povertà in Europa. Praticamente, i padri stanno meglio dei figli. Un dato che fotografa la situazione in tutta la sua complessità.
NEL SUD DEL CONTINENTE 1 SU 4 – “Oggi, i giovani sono il gruppo anagrafico a maggior rischio di povertà” in Europa. Nel sud del continente la situazione è più drammatica: a essere minacciato è addirittura un ragazzo su 4, si legge nel rapporto.
Una diagnosi che non lascia spazio a interpretazioni: “Il rischio di povertà giovanile è crescente” nel vecchio continente. E se prima della crisi i tassi di povertà relativa di giovani (18-24 anni) e anziani (oltre i 65 anni) erano ampiamente simili, oggi la minaccia è cresciuta “significativamente” per i primi che sono diventati “il gruppo anagrafico a maggior rischio povertà, tanto in termini relativi che assoluti”.
 Secondo gli economisti del Fondo, a pesare di più sui destini dei ragazzi europei,  sono stati gli sviluppi del mercato del lavoro, ma anche i modelli scelti per riformare i sistemi di protezione sociale e consolidare i conti pubblici.
CRISI FA RIMA CON PRECARIETA’ – “La crisi”, si legge nel rapporto, “ha esacerbato la già alta disoccupazione giovanile e la tendenza verso la precarizzazione del lavoro”.
COSA FARE?  – Siamo di fronte, dunque, a una situazione difficile, a tratti drammatica. Per “ridurre le possibilità che i giovani si impoveriscano e soffrano perdite di reddito durante la loro vita”, continuano gli economisti di Washington, “è essenziale facilitare la loro integrazione nel mercato del lavoro”. 
ADATTARE E MIGLIORARE LE COMPETENZE – Secondo l’Fmi, “i problemi della disoccupazione giovanile e della conseguente povertà stanno raggiungendo proporzioni macroeconomiche in molte economie europee”.  Ma per raggiungere l’obiettivo, sottolinea ancora lo studio, è necessario anche “migliorare e adattare le competenze” dei ragazzi europei”. 

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